Uscito recentemente su PSN e su XBL, questo titolo ha mantenuto le poche qualità del suo predecessore, il discreto Eat Lead: The Return of Matt Hazzard, migliorandole ulteriormente. Per ovvi motivi il videogame in questione non è particolarmente profondo, dato che il budget a disposizione dei ragazzi di Vicious Cycle Software si è assottigliato parecchio dopo il loro ultimo insuccesso, ma nonostante ciò Matt Hazzard si rivela sufficientemente piacevole agli occhi del giocatore. Scopriamo assieme il perché.
“Tutto questo mi sembra un pixelloso déjà-vu!”
La storia di questo titolo, farcita di battute spiritose, ironiche e piene di autocritica, di certo non è profonda quanto quella di altri giochi, ma rappresenta un’ottima scusa per fare tornare in campo il mitico e irriverente Matt, il cui scopo sarà quello di fermare i piani malefici e assurdi di Neutronov e salvarsi la pelle. Il tutto non più in tre dimensioni, come in passato, ma bensì in due, diventando così uno sparatutto a scorrimento orizzontale dal gusto tipicamente retrò.

Il giocatore dovrà percorrere otto livelli, uno più folle e spassoso dell’altro, e affronterà centinaia di nemici a suon di proiettili ed esplosivi. Le varie ambientazioni che visiterà saranno piene di citazioni, ovviamente deformate, di famosi blockbuster. Si attraverseranno così i corridoi di una nave da crociera che prendono ispirazione da quelli della città sottomarina di Bioshock, palazzi di un livello canadese che imitano quelli colorati di Mirror’s Edge, un’isola che ricorda quelle viste ne I Pirati dei Caraibi, e si combatteranno avversari particolari, tra cui un parente troppo cresciuto del mitico Corto Circuito. Tutto sempre con un’irriverenza che solo Matt può permettersi, che condirà i momenti principali di gioco con commenti azzeccati, che strapperanno più di un sorriso.
Inoltre, tra un livello ed un altro, si potrà godere della presenza di un minigioco folle come non mai, il Ragdoll Pachinko, macchina da gioco capace di far ottenere, servendosi dei gettoni recuperati durante l'avanzamento del livello, punti extra al giocatore.
“Mira, spara e uccidi... mi piace!”
Lo scopo principale di questo sparatutto in terza persona è piuttosto semplice: uccidere tutti i nemici su schermo, evitare trappole di ogni sorta e raggiungere la fine del livello, nella speranza di fermare il cattivo di turno. Questi elementi ormai sono stati visti più e più volte in centinaia di titoli e, sebbene Matt Hazzard non offra spunti particolarmente originali, il gioco gode comunque di un fascino unico, esagerato, che non annoia e che, anzi, invoglia il giocatore ad andare avanti per scoprire quale nemico assurdo incontrerà dopo.

Se l’arma di base sarà una sola, un semplice fucile, andando avanti per le ambientazioni si otterranno numerosi bonus, che ne amplieranno per un limitato di tempo il rateo di fuoco e, in qualche rara occasione, la potenza, garantendo la giusta varietà. Mitragliatrici, armi laser, lanciamissili e lanciafiamme... il giocatore avrà solo l’imbarazzo della scelta. A ciò vanno aggiunte le granate, disponibili come armi secondarie, che faciliteranno la vita a Matt in più occasioni, e che serviranno a distruggere qualche ostacolo di troppo.
Questo arsenale certamente tornerà utile, vista la difficoltà elevata del titolo in certe situazioni. Sebbene i nemici non siano particolarmente svegli o resistenti, boss e mini-boss esclusi, il loro numero compenserà questa lacuna e i colpi da loro sparati in alcuni momenti ostacoleranno notevolmente l’avanzamento del povero giocatore.
Nella difficoltà più bassa, denominata per l’occasione “Femminuccia”, i crediti infiniti faciliteranno il compimento della missione, ma in quelle più elevate certi passaggi risulteranno davvero ostici, e solo i più pazienti e abili potranno sperare di raggiungere il traguardo senza complicazioni.
I controlli, inoltre, risultano tutto sommato immediati, e si riesce a prenderne confidenza con i comandi già dopo pochi minuti di gioco. L’unica pecca è che per sparare con precisione, senza al contempo muoversi nella direzione dei colpi, bisognerà fermarsi e prendere la mira, rimanendo così esposti ai proiettili nemici. Magari gli sviluppatori avrebbero potuto concedere la possibilità di fare fuoco in maniera più semplice, facilitando così certi passaggi già di per sé complicati.

