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Recensioni Xbox360


Assassin's Creed 2

Grafica: 9.2
Sonoro: 8.6
Innovazione: 9.1
Longevità: 8.8
Giocabilità: 9.3
Multiplayer-Online: n/a
9/10
Must Have

A cura di Mariano 'Tyler Durden' Adamo

Qual è il confine sottile che separa una buona azione che finisce per far del male da una sbagliata che procura del bene?
Ti tormenti l'anima alla ricerca di una semplice risposta. Cerchi dentro di te la soluzione ad un enigma esistenziale, guardi il mondo con occhi speranzosi cercando di capire cosa è giusto e cosa sia sbagliato.
Poi ad un tratto capisci, tutto ti appare più chiaro, i sensi si acuiscono, e tutto appare per quello che è. L'ansia di trovare una risposta scompare, ti guardi e finalmente riconosci chi sei, i tuoi geni si manifestano, la tua anima ha un'indole ben precisa. Ti abbandoni a quello che sei mentre dall'alto scruti la città alla ricerca del tuo prossimo obiettivo.


Questione di cromosomi (assassini)

Ci sono storie in cui tutto ruota intorno all’amore, altre in cui è la libertà che smuove gli animi e le menti delle persone. Ci sono storie, invece, in cui paradossalmente ogni vita è condizionata da una morte. Nessun gran gesto, nessun atto eroico, l’intera struttura narrativa si basa sulle azioni di un uomo che, come un filo invisibile, legherà le vite di tanti uomini rendendoli simili, unendoli nel momento stesso in cui perderanno la vita. A giudicarli, a condannarli, non è un dio ma un assassino.
Un concetto apparentemente semplice: un uomo sbaglia ed un altro lo punisce. Così si potrebbe ridurre l’intero plot narrativo. Quando si parla di vita e morte, tuttavia, si deve sempre tener presente di una serie di fattori esterni, di eventi scatenanti e dei complessi meccanismi che hanno portato un individuo a percorrere un sentiero piuttosto che un altro. Se poi frammentiamo questa storia in due o più capitoli, ampiamente divisi cronologicamente, appare palese quanto questo uccidere indiscriminato non sia cosa semplice da raccontare.
Gli sviluppatori ci avevano lasciato, con relative imprecazioni, con Desmond Miles ancora rinchiuso all’interno dell’Abstergo ed intenzionato a scappare, visto che i padroni di casa sembrano appartenere all’ordine dei templari. Altair invece è riuscito a scoprire la verità sul cosiddetto frutto dell’eden e che la lotta tra templari ed assassini è radicata nella storia più di quanto sembri.
Per riprendere il filo del discorso ci viene mostrato un breve filmato che ricapitola quelli che sono stati i momenti più importanti del prequel, senza un attimo di respiro veniamo inghiottiti dal proseguimento della storia che subito ci vede impegnati insieme a Lucy nel tentativo di scappare dall’Abstergo. Terminata la fuga arriveremo al quartier generale degli assassini, dove oltre a nuovi personaggi troveremo un nuovo Animus da utilizzare.
Abbandonati i panni d’Altair ci ritroviamo a Firenze, verso la fine del 1400, ed impersoneremo Ezio Auditore, figlio di una delle famiglie più importanti della città. Questo nuovo personaggio è totalmente diverso da Altair, mostrandosi molto più preso dalla vita di tutti i giorni che dalla vita d’assassino. Tipico ragazzo nobile dell’epoca, si lascia andare a ragazzate e a divertimenti sfrenati, tuttavia la sua vita subisce poco dopo una svolta del tutto inaspettata, andando a cambiare notevolmente quelle che sono le sue attitudini. Si troverà a diventare un assassino inizialmente per la semplice vendetta, ma poi il corso degli eventi lo costringerà a prendere parte all’antica lotta tra assassini e templari, ed ovviamente a scoprire tutti i segreti che si celano dietro questa faida millenaria.
I protagonisti, così come i personaggi secondari, godono di una notevole caratterizzazione che si nota in ogni discorso: particolarmente apprezzabile la realizzazione del gesticolare nostrano che, pur non offrendo nulla in termini ludici, va ad impreziosire l’esperienza di gioco finale.
Il ritmo della narrazione, per tutta la durata del gioco, procede lento con l’intento di dar respiro al giocatore e farlo appassionare tanto alla storia quanto al gameplay. Come nel predecessore la storia si divide tra il passato fiorentino ed i giorni nostri, e saranno proprio gli intrecci tra le diverse epoche a rendere ancora più interessante la trama studiata dagli sviluppatori. Ogni elemento dell’intreccio narrativo trova una giusta collocazione dando un senso di continuità, piuttosto difficile da avere in produzioni del genere. Tutti gli eventi sembrano susseguirsi per giungere ad una serie di possibili conclusioni ed il giocatore più volte trova a chiedersi quali saranno gli eventi futuri.
Grazie ad una serie di eventi inaspettati la storia riuscirà a stupire e coinvolgere adeguatamente, senza mai scadere nel banale o nel volutamente esagerato.
La cura che gli sviluppatori hanno riservato a quest’aspetto del titolo è notevole, non solo per quanto riguarda il semplice proseguimento degli eventi, ma anche per alcuni aspetti collaterali davvero interessanti. Per prima cosa è impossibile non citare l’enorme lavoro che c’è dietro la ricostruzione storica d’edifici, personaggi e monumenti, che nel complesso aiutano a creare un grado di realismo misto ad immedesimazione unico. Secondariamente, sparsi per le varie città, ci sono dei punti segreti che una volta sbloccati andranno a ricomporre un video criticamente denominato Verità.
Una trama che incollerà il giocatore letteralmente allo schermo senza mai annoiarlo, quasi a costringerlo a scoprire tutta la verità che si cela dietro ai protagonisti e gli eventi del gioco.



Italians kill better

Il primo capitolo, pur attestandosi su grandi livelli qualitativi, ha scatenato molte critiche a causa di un gameplay divertente nelle prime ore di gioco ma tristemente monotono con il proseguimento dell’avventura. Gli sviluppatori, consci di quanto fatto in passato, hanno deciso di cambiare rotta senza snaturare il concept originale.
Uccidere è un mestiere duro ma anche immensamente divertente: questo sembra essere il motto seguito dagli sviluppatori per realizzare il gioco. Grazie ad un plot narrativo piuttosto interessante, il giocatore preferirà quasi sempre affrontare le quest principali, dove la gestione di quest’ultime rappresenta la prima novità del titolo. Diversamente dal passato, infatti, queste saranno sempre disponibili senza dover necessariamente svolgere prima qualche lavoretto minore.
Le scopo principale di Ezio, pur prevedendo sempre e comunque l’omicidio dei templari, riesce comunque a non risultare noioso. Ogni obiettivo può essere raggiunto in diversi modi, servendosi di volta in volta di stratagemmi e d’idee diverse. Senza ombra di dubbio il giocatore resta affascinato dalla quantità d’azioni eseguibili e difficilmente avvertirà quel senso di déjà vu tanto presente nel primo capitolo. Le diverse quest sembrano avere vita propria, quasi ad offrire un gioco all’interno del gioco, infatti si avranno missioni in cui è richiesto semplicemente di seguire un obiettivo ed altre in cui far irruzione all’interno di bastioni o roccaforti. Particolarmente riuscite sono alcune sequenze in cui bisogna guidare dei veicoli, da una semplice carrozza fino ad arrivare alla macchina volante costruita da Leonardo. Spettacolare, intensa e divertente questa sessione di gameplay c’è parsa studiata alla perfezione e mostra quell’originalità e diversificazione tanto attesa dai giocatori. Assassin’s Creed II non merita di essere ridotto a queste due semplici sequenze, ma anzi va vissuto in ogni suo componente e va apprezzato per tutte le novità che porta con sé. Quelle stesse novità che apprezzeremo ogni volta che decideremo di usufruire degli strumenti di morte a nostra disposizione oppure delle strategie possibili per raggiungere un determinato obiettivo.
Il credo di un assassino vede sicuramente come perno principale quello di eliminare il bersaglio; sotto questo aspetto il titolo Ubisoft si è mostrato di gran livello già dal primo capitolo, ma è nel seguito che trova la sua giusta consacrazione. Assassin’s Creed II sembra quasi enfatizzare e venerare la morte, in qualunque modo essa avvenga.
Come sempre l’arsenale prevede una spada, una daga e ovviamente la caratteristica lama celata. A queste si aggiungono delle novità, tutte per la lama celata, come dardi avvelenati e colpi d’arma da fuoco. Utilizzando opportunamente queste due "varianti" si potranno creare situazioni di gioco nuove ed inaspettate. Altrettante nuove possibilità sono offerte anche dalle eliminazioni furtive: basta posizionarsi su di una sporgenza per colpire il malcapitato di turno, oppure restare nascosti nel fieno per sfruttare un effetto sorpresa dalle conseguenze letali. In questa fase la lama celata è ancora più importante, difatti grazie alla presenza di due lame nello stesso momento riuscirete ad eliminare più avversari contemporaneamente senza farvi scoprire. A tal proposito la componente stealth del titolo risulta notevolmente migliorata e regalerà grandi soddisfazioni ludiche.
Ezio, a differenza di Altair, non è un lupo solitario ed in molte occasioni si servirà d’aiuti esterni per portare a termine la missione; oltre che aiuti di soldati alleati è possibile assoldare alleati in determinati punti della mappa. Possiamo, infatti, utilizzare ladri e cortigiane per distrarre le guardie ed evitare inutili spargimenti di sangue. In quest’ottica risultano particolarmente utili le bombe fumogene e il lancio dei soldi, che creeranno scompiglio tra la folla lasciandoci ampio spazio d’azione. Tutte queste opzioni sono utilizzabili durante qualunque missione, quindi spetta solo al giocatore decidere quale sistema seguire.
Le fasi di combattimento, in linea di massima, non hanno subito grossi cambiamenti; peccato, perché qualche altro accorgimento sarebbe stato più che gradito. Ancora una volta si baserà sul collaudato sistema di contrattacchi, schivate e prese e come se non bastasse i nemici tornano a mostrare uno spirito di sopravvivenza poco sviluppato. L’intelligenza artificiale non ha subito modificazioni, con avversari che sembrano chiedersi "attacco io o attacchi tu".
Un sistema che da un lato gratifica per la semplicità e che dall'altro delude per gli esigui cambiamenti apportati.
Nel complesso è proprio il livello di difficoltà che fa rimanere perplessi: gli avversari non offriranno mai una sfida tale da dover riprovare una missione più di una volta. I colpi inflitti, visti anche gli equipaggiamenti disponibili e la possibilità di curarsi all’istante, difficilmente risulteranno problematici da gestire. Ezio sarà anche un grande assassino ma gli si rende anche la vita troppo facile.

Sommario:

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