Tutto ebbe inizio nei primi anni '50, quando dei surfisti per ammazzare
la noia montarono delle ruote su una piccola asse di legno. Da allora
le cose sono cambiate molto: un semplice passatempo è diventato uno
sport, è diventato arte, ma soprattutto uno stile di vita.
E’ sulla base di questa filosofia che la trama di Skate 2 prende forma. Questa scelta rappresenta la prima novità che il titolo si porta dietro, difatti trick e gare di stile sono seguite da una narrazione adeguata con la tipologia di gioco. A fare da sfondo alla vicenda è ancora una volta la città di San Vanelona, dove il nostro protagonista dopo aver trascorso una "piacevole" vacanza in carcere tornerà a grindare per le strade della metropoli. Il suo ritorno non sarà dei più felici, più che altro perché gli skater vengono considerati una sorta di pericolo per la comunità e pertanto vivono ai margini della società braccati dalle forze della Mongocorp. Questa istituzione, in seguito a cataclismi naturali che hanno lasciato un segno indelebile sulla planimetria della città, si è presa l’onere di ricostruire la metropoli devastata. Frutti di questa ricostruzione sono nuovi ambienti strutturalmente proibitivi per lo skate, per cui quelli che una volta erano posti perfetti per grindare, ora sono posti di blocco grazie a strumenti atti a danneggiare le tavole qualora lo sport venga praticato in aree “off limits”, per non parlare di forze dell’ordine addestrate a controllare e reprimere gli skater.
La nostra carriera sulla tavola riprenderà appena usciti del carcere e per rifarci un nome dovremo partire dal basso.
Le origini di questo sport hanno visto campioni girare video “home made” per immortalare le evoluzioni più disparate, e noi non possiamo certo esimerci dal fare lo stesso. Partecipando a innumerevoli sessioni aumenteremo la nostra fama e allo stesso tempo inizieremo ad amalgamarci con i comandi di gioco. Sessione dopo sessione procederemo tra vari eventi, in modo da tornare ad essere i re indiscussi della tavola.
La sceneggiatura in prima battuta offre uno spunto decisamente interessante per il genere, tuttavia la modalità e lo stesso proseguimento delle vicende narrate sono lasciate un po' al caso, causando un calo d’interesse notevole da parte del giocatore. La scelta di inserire una trama che fa da collante ai vari “esegui questo trick”, pur essendo apprezzabile, non rappresenta di certo una netta novità, difatti ci rimanda a quanto visto già in Saints Row 2, suscitandoci una chiara sensazione di déjà-vu.
Grind The Authority: San Vanelona
La prima tappa che ci spetta è modificare le sembianze del protagonista e in questo frangente non possiamo fare a meno di notare l’editor che ci viene messo a disposizione, piuttosto ricco e corposo. Ci consente di modificare facilmente svariati parametri fisici ottenendo in pochi minuti il nostro alter-ego digitale, riservandoci persino una vasta scelta per quel che riguarda l’abbigliamento. Da segnalare la presenza di marche ufficiali e non delle solite imitazioni mal riuscite, per cui con molta probabilità rivedrete nel gioco qualcosa che è proprio lì accanto a voi. Terminata la creazione non ci resta che lanciarci nella modalità carriera, rendendoci conto di come l’impostazione della stessa ricalchi quella dei più famosi free-roaming. La mappa di gioco è ora più grande e maggiormente esplorabile, inoltre ci sono più modalità di sfida a cui partecipare. Le quest che possiamo definire "principali" sono tutte inserite nella voce carriera e portandole a termine ci saranno indicati nuovi dettagli della storia, sia attraverso brevi filmati che attraverso il blog di Slappy, ovvero un ricco e gradito portale contenente tutte le informazioni più importanti.
La trama se inizialmente appare discretamente sviluppata, ben presto diventa un mero pretesto per guidarci tra le diverse missioni che ci vengono assegnate. Questo è veramente un peccato, perché si poteva realizzare qualcosa che coinvolgesse maggiormente il giocatore. Per fortuna le distrazioni non mancheranno, infatti la natura free-roaming farà mostra di sé offrendoci, oltre alle sfide principali, la possibilità di girovagare liberamente per la città ed affrontare numerose modalità secondarie. La più ispirata ed innovativa è semplicemente definita “Gara”, benché il termine possa sembrare piuttosto anonimo non ci si deve far trarre in inganno. Le Gare saranno una sorta di downhill, una disciplina applicabile a tutti gli sport su ruote dove i contendenti si affrontano su un tracciato in discesa toccando velocità impensabili per quel tipo di “veicolo”. La velocità è proprio la caratteristica principale di questa trovata dei Black Box, che si rivela cosa alquanto gradita per il giocatore.
Vista la natura del titolo non potevano mancare eventi in piscine vuote, da sempre meta preferita degli skater di tutto il mondo. In particolari aree della città ci saranno eventi speciali e zone da conquistare dopo aver eseguito determinati trick con punteggio elevato. In definitiva la varietà non manca e per chi trovasse noioso spostarsi da una locazione all’altra, tramite il menù principale sarà possibile teletrasportarsi in pochi secondi nel luogo designato.
Indipendentemente dalla modalità di gioco, lo skate si comporterà abbastanza fedelmente, il realismo già caratteristico del precedente capitolo si mostra ancora più raffinato, pur presentando tuttora qualche difetto. Gli appassionati del genere non faranno fatica a riconoscere i trick che normalmente si eseguono su strada, in questo il lavoro dei Black Box è da definire cosciente, in quanto sarà impossibile eseguire acrobazie inverosimili come invece accade in altri titoli. Qualche volta vi capiterà di atterrare indenni da altezze impossibili, tuttavia il realismo complessivo non ne risentirà eccessivamente. Sebbene il parco mosse sia stato aggiornato, queste novità non sono poi così marcate e spesso per esigenze di gameplay finiremo per usare sempre gli stessi trick. Buona la gestione dei Grab, in quanto sia la tempistica che l’animazione che accompagna il momento in cui il giocatore afferra la tavola risultano davvero ben calibrate.
Quello che da sempre viene visto come punto focale per gestire al meglio tutti i movimenti, è di adottare un sistema di comandi intuitivo ed allo stesso tempo preciso. Anche per i neofiti basterà poco tempo per imparare quelle che sono le fondamenta del gioco: la scelta di usare lo stick analogico per i trick e i tasti dorsali per afferrare la tavola in movimento, è risultata essere vincente. Purtroppo seppur intuitiva, questa scelta non è stata studiata alla perfezione, o quantomeno è ancora migliorabile. I controlli più volte risulteranno essere imprecisi e non risponderanno adeguatamente al comando impartito dal giocatore, di conseguenza l’esperienza di gioco risulterà minata sia sul piano ludico che sulla longevità totale.
Altra introduzione è quella di poter scendere dallo skate per poter camminare normalmente. Questa novità, apparentemente semplice, porta ulteriori modifiche al gameplay, in quanto non comporta solo un modo per muoversi più facilmente, ma quando saremo a piedi avremo pure la possibilità di spostare elementi dello scenario a nostro piacimento. Immaginate rampe, tavoli e cassonetti da muovere a seconda delle nostre esigenze in modo da aumentare esponenzialmente i possibili trick ed evoluzioni eseguibili. In questo frangente, però, duole notare un lavoro approssimativo, infatti le animazioni e i relativi spostamenti a piedi sono realizzati veramente male, infatti più volte vedremo il personaggio incappare in movimenti errati e tendenzialmente inutili. Problemi accessori sono riscontrabili anche nel posizionamento degli oggetti, sia perché spesso risulta complicato fissarli nei punti desiderati sia perché ad ogni minimo urto questi si sposteranno. Il tutto sarebbe potenzialmente risolvibile con un maggiore impegno e implementando qualche funzione in più, come quella di fissare gli oggetti una volta scelta la posizione.
Nel complesso il gameplay di Skate 2 è migliorato rispetto al precedente capitolo, ma purtroppo manca ancora di un appeal capace di coinvolgere nuovi fan lontani da questo genere di gioco.
Le novità sono numerose ma molte delle quali risultano essere più un difetto che un pregio, difficilmente se non siete amanti del genere troverete coinvolgente il titolo in esame. Per fortuna a fare la felicità di fan e non, è proprio la struttura di gioco: il free roaming da sempre offre una notevole varietà di gameplay capace di incontrare i gusti di più giocatori.
Voulez vous Skate avec moi?
La carriera principale ha una discreta durata, soprattutto per via del massiccio numero di “ritenta” a cui andremo incontro. Grazie alle diverse modalità, inoltre, troveremo sempre l’alternativa in linea con i nostri gusti. Se questo non bastasse sono presenti modalità secondarie come lo skate libero e l’editor dei video. La prima è una rivisitazione abbastanza blanda della modalità carriera in cui non ci sarà chiesto nulla se non girovagare per le vie della città come puro passatempo; la creazione dei video, invece, è probabilmente consigliata a chi si ritiene “hardcore” del genere: tramite due telecamere ed una serie di strumenti di scena potremo realizzare spot da condividere con altri giocatori. Pad alla mano, questa non risulta essere un granché in termini ludici, ma vuoi per la quantità di opzioni, vuoi per la soddisfazione nel realizzare un proprio spot, riesce comunque ad appagare il giocatore.
Longevità che va ad aumentare anche grazie a delle migliorie apportate al multiplayer, quest’ultimo potrà infatti essere affrontato sia a livello competitivo che in modalità cooperativa. Gradita è la presenza del Party studiato per quattro giocatori, dove sia offline che online potremo cimentarci e divertirci in varie sfide. Diversamente da quanto accade giocando contro l'IA, non incapperete in scontri fortuiti che andranno a rovinare le vostre acrobazie. Da segnalare la possibilità di accordarsi con amici e creare delle piccole comunità, contraddistinte da loghi e vestiti caratteristici. In questo modo il fattore “sociale” diviene sicuramente tangibile, andando ad impreziosire sia l’esperienza cooperativa che quella incentrata sulla competizione.
Strutturalmente l’online appare abbastanza curato, tuttavia offre ben poco rispetto alla modalità principale. Per questo il più delle volte si preferirà concentrarsi sulla carriera piuttosto che imbattersi in accese sfide a suon di trick.
L’altra faccia della tavola
Skate 2 si presenta ai fan nel migliore dei modi, con un comparto grafico migliorato e con nuovi scenari di gioco. Il punto forte è indubbiamente il protagonista, qualunque sia il vestiario scelto l’impatto visivo sarà notevole. La cura per i dettagli mostra una realizzazione tecnica di alto livello; l'adeguato numero di poligoni nonché delle texture di discreta qualità rendono il comparto tecnico tra i migliori di questo genere. Stessa cura è stata riservata alle ambientazioni, che per la prima volta appaiono credibili e poco artificiose: San Vanelona è una città vera e propria, e quantunque sia caratterizzata da qualche piccola forzatura architettonica, non ha la presunzione di imporsi esclusivamente come un grande skate park abitativo, pertanto i palazzi, le strade e ogni vicolo sono verosimili pur non mancando di elementi necessari per il ludico piacere di andare sullo skate. L’ambiente di gioco si rivela essere sia un puro strumento visivo che parte integrante del gameplay, e in entrambi gli aspetti il lavoro fatto è soddisfacente.
Gli skater amano il superfluo, amano aggiungere movenze puramente sceniche per rendere ancor più spettacolari le esibizioni; a tal proposito i ragazzi di Black Box sono riusciti ad abbracciare sapientemente questa corrente di pensiero. Tutte le parti cosiddette accessorie assumono un ruolo di primaria importanza, come gli effetti luce e la magistrale gestione del riverbero dei fasci luminosi, eccezion fatta per l’acqua, realizzata superficialmente.
Tentare di essere simulativi in giochi del genere è un’impresa ardua, infatti non solo bisogna ricreare le movenze degli atleti ma bisogna anche utilizzare appieno un motore in grado di gestire quanto più fedelmente impatti, urti e qualunque fenomeno fisico. La gestione della fisica è sicuramente migliorata rispetto al precedente capitolo, tutti gli urti sulle superfici sono ora più credibili andando ad incorporare fattori come aderenza e velocità. Lo skate si muove ancora più realisticamente per la felicità dei puristi del genere e gli appassionati della simulazione. Le animazioni hanno subito invece poche modifiche ed i cambiamenti sono prima di tutto quantitativi grazie all’aggiunta di nuovi trick da eseguire; inoltre sono migliorate molte delle animazioni che accompagnano la caduta dallo skate. In ogni situazione quindi il personaggio si muoverà piuttosto fedelmente e solo di rado qualche animazione ci sembrerà fuori luogo. Purtroppo l’intero comparto grafico non è esente da difetti ravvisabili in più situazioni: se siete in velocità e cadrete dallo skate, potreste ritrovarvi in aree semi inaccessibili con relativi problemi grafici. La stessa gestione della fisica presenta qualche limite tecnico: alcuni urti innocui vi scaraventeranno a terra, mentre cadute da altezze stratosferiche talvolta vi lasceranno illesi. Inoltre l’intero comparto di animazioni quando non siamo sullo skate, è abbastanza approssimativo, facendo muovere il personaggio a scatti e solo in quattro direzioni.
La versione Playstation 3 appare leggermente sottotono a causa di cali di frame rate che in titoli veloci come questo incidono molto sull’esperienza giocata.
Nel complesso il comparto grafico è di buona fattura, ma come spesso accade soffre di piccoli difetti che vanno ad alterare quanto di buono fatto nel curare molti degli aspetti che contraddistinguono il gioco.
Rock 'n’ Skate
Quando si gioca con passione tutti i sensi vengono stimolati in egual modo, andando a creare quello che possiamo definire “full entertainment”. Quando a scaturire in noi una reazione o un riflesso è l’audio, ci sono due tipi di emozioni a cui possiamo andare incontro: “lente” e “veloci”. Siamo lenti quando una colonna sonora ci commuove e quando ci trasporta in un mondo incantato; siamo veloci quando invece la reazione è immediata: un fremito di paura, un sussulto di gioia o una scarica d’adrenalina. Bene, la tracklist di Skate 2 è senz’altro veloce, si compone di pezzi adeguatamente scelti che ci accompagneranno per l'intera durata del gioco. Dal rap al rock alternativo, queste tracce faranno la gioia dei nostri timpani, e se qualcuna di esse non sarà di nostro gradimento, potremo sempre personalizzare la playlist, come da tradizione. In definitiva il comparto audio è sicuramente ben curato e di buona fattura, non solo per la colonna sonora ma anche per tutti gli effetti sonori secondari.
Il nuovo lavoro dei Black Box si presenta come un prodotto valido, capace di allietare i fan della serie. Tuttavia risulta difficile innamorarsi di Skate 2 se non si è avvezzi a questo genere di titolo. Pur trattandosi di un titolo che possiamo definire di nicchia, le scelte fatte tentano comunque di avvicinare un pubblico più vasto; la buona volontà degli sviluppatori è sicuramente apprezzata ma c’è ancora da lavorare.
Il sistema di controllo garantisce una ottimale esecuzione di svariati grind e dei trick più disparati, tuttavia presenta una serie di limitazioni tecniche che incidono sull’esperienza generale.
Sicuramente il titolo v’impegnerà a lungo grazie ad una carriera variegata ed appagante a cui si aggiungono modalità accessorie, unite ad un sistema online divertente e strutturalmente abbastanza solido. Il comparto audio video pur non facendo gridare al miracolo è di ottima fattura.
Se vi sentite pronti, indossate le apposite protezioni e lanciatevi in Skate 2.
E’ sulla base di questa filosofia che la trama di Skate 2 prende forma. Questa scelta rappresenta la prima novità che il titolo si porta dietro, difatti trick e gare di stile sono seguite da una narrazione adeguata con la tipologia di gioco. A fare da sfondo alla vicenda è ancora una volta la città di San Vanelona, dove il nostro protagonista dopo aver trascorso una "piacevole" vacanza in carcere tornerà a grindare per le strade della metropoli. Il suo ritorno non sarà dei più felici, più che altro perché gli skater vengono considerati una sorta di pericolo per la comunità e pertanto vivono ai margini della società braccati dalle forze della Mongocorp. Questa istituzione, in seguito a cataclismi naturali che hanno lasciato un segno indelebile sulla planimetria della città, si è presa l’onere di ricostruire la metropoli devastata. Frutti di questa ricostruzione sono nuovi ambienti strutturalmente proibitivi per lo skate, per cui quelli che una volta erano posti perfetti per grindare, ora sono posti di blocco grazie a strumenti atti a danneggiare le tavole qualora lo sport venga praticato in aree “off limits”, per non parlare di forze dell’ordine addestrate a controllare e reprimere gli skater.
La nostra carriera sulla tavola riprenderà appena usciti del carcere e per rifarci un nome dovremo partire dal basso.
Le origini di questo sport hanno visto campioni girare video “home made” per immortalare le evoluzioni più disparate, e noi non possiamo certo esimerci dal fare lo stesso. Partecipando a innumerevoli sessioni aumenteremo la nostra fama e allo stesso tempo inizieremo ad amalgamarci con i comandi di gioco. Sessione dopo sessione procederemo tra vari eventi, in modo da tornare ad essere i re indiscussi della tavola.
La sceneggiatura in prima battuta offre uno spunto decisamente interessante per il genere, tuttavia la modalità e lo stesso proseguimento delle vicende narrate sono lasciate un po' al caso, causando un calo d’interesse notevole da parte del giocatore. La scelta di inserire una trama che fa da collante ai vari “esegui questo trick”, pur essendo apprezzabile, non rappresenta di certo una netta novità, difatti ci rimanda a quanto visto già in Saints Row 2, suscitandoci una chiara sensazione di déjà-vu.
Grind The Authority: San Vanelona
La prima tappa che ci spetta è modificare le sembianze del protagonista e in questo frangente non possiamo fare a meno di notare l’editor che ci viene messo a disposizione, piuttosto ricco e corposo. Ci consente di modificare facilmente svariati parametri fisici ottenendo in pochi minuti il nostro alter-ego digitale, riservandoci persino una vasta scelta per quel che riguarda l’abbigliamento. Da segnalare la presenza di marche ufficiali e non delle solite imitazioni mal riuscite, per cui con molta probabilità rivedrete nel gioco qualcosa che è proprio lì accanto a voi. Terminata la creazione non ci resta che lanciarci nella modalità carriera, rendendoci conto di come l’impostazione della stessa ricalchi quella dei più famosi free-roaming. La mappa di gioco è ora più grande e maggiormente esplorabile, inoltre ci sono più modalità di sfida a cui partecipare. Le quest che possiamo definire "principali" sono tutte inserite nella voce carriera e portandole a termine ci saranno indicati nuovi dettagli della storia, sia attraverso brevi filmati che attraverso il blog di Slappy, ovvero un ricco e gradito portale contenente tutte le informazioni più importanti.
La trama se inizialmente appare discretamente sviluppata, ben presto diventa un mero pretesto per guidarci tra le diverse missioni che ci vengono assegnate. Questo è veramente un peccato, perché si poteva realizzare qualcosa che coinvolgesse maggiormente il giocatore. Per fortuna le distrazioni non mancheranno, infatti la natura free-roaming farà mostra di sé offrendoci, oltre alle sfide principali, la possibilità di girovagare liberamente per la città ed affrontare numerose modalità secondarie. La più ispirata ed innovativa è semplicemente definita “Gara”, benché il termine possa sembrare piuttosto anonimo non ci si deve far trarre in inganno. Le Gare saranno una sorta di downhill, una disciplina applicabile a tutti gli sport su ruote dove i contendenti si affrontano su un tracciato in discesa toccando velocità impensabili per quel tipo di “veicolo”. La velocità è proprio la caratteristica principale di questa trovata dei Black Box, che si rivela cosa alquanto gradita per il giocatore.
Vista la natura del titolo non potevano mancare eventi in piscine vuote, da sempre meta preferita degli skater di tutto il mondo. In particolari aree della città ci saranno eventi speciali e zone da conquistare dopo aver eseguito determinati trick con punteggio elevato. In definitiva la varietà non manca e per chi trovasse noioso spostarsi da una locazione all’altra, tramite il menù principale sarà possibile teletrasportarsi in pochi secondi nel luogo designato.
Indipendentemente dalla modalità di gioco, lo skate si comporterà abbastanza fedelmente, il realismo già caratteristico del precedente capitolo si mostra ancora più raffinato, pur presentando tuttora qualche difetto. Gli appassionati del genere non faranno fatica a riconoscere i trick che normalmente si eseguono su strada, in questo il lavoro dei Black Box è da definire cosciente, in quanto sarà impossibile eseguire acrobazie inverosimili come invece accade in altri titoli. Qualche volta vi capiterà di atterrare indenni da altezze impossibili, tuttavia il realismo complessivo non ne risentirà eccessivamente. Sebbene il parco mosse sia stato aggiornato, queste novità non sono poi così marcate e spesso per esigenze di gameplay finiremo per usare sempre gli stessi trick. Buona la gestione dei Grab, in quanto sia la tempistica che l’animazione che accompagna il momento in cui il giocatore afferra la tavola risultano davvero ben calibrate.
Quello che da sempre viene visto come punto focale per gestire al meglio tutti i movimenti, è di adottare un sistema di comandi intuitivo ed allo stesso tempo preciso. Anche per i neofiti basterà poco tempo per imparare quelle che sono le fondamenta del gioco: la scelta di usare lo stick analogico per i trick e i tasti dorsali per afferrare la tavola in movimento, è risultata essere vincente. Purtroppo seppur intuitiva, questa scelta non è stata studiata alla perfezione, o quantomeno è ancora migliorabile. I controlli più volte risulteranno essere imprecisi e non risponderanno adeguatamente al comando impartito dal giocatore, di conseguenza l’esperienza di gioco risulterà minata sia sul piano ludico che sulla longevità totale.
Altra introduzione è quella di poter scendere dallo skate per poter camminare normalmente. Questa novità, apparentemente semplice, porta ulteriori modifiche al gameplay, in quanto non comporta solo un modo per muoversi più facilmente, ma quando saremo a piedi avremo pure la possibilità di spostare elementi dello scenario a nostro piacimento. Immaginate rampe, tavoli e cassonetti da muovere a seconda delle nostre esigenze in modo da aumentare esponenzialmente i possibili trick ed evoluzioni eseguibili. In questo frangente, però, duole notare un lavoro approssimativo, infatti le animazioni e i relativi spostamenti a piedi sono realizzati veramente male, infatti più volte vedremo il personaggio incappare in movimenti errati e tendenzialmente inutili. Problemi accessori sono riscontrabili anche nel posizionamento degli oggetti, sia perché spesso risulta complicato fissarli nei punti desiderati sia perché ad ogni minimo urto questi si sposteranno. Il tutto sarebbe potenzialmente risolvibile con un maggiore impegno e implementando qualche funzione in più, come quella di fissare gli oggetti una volta scelta la posizione.
Nel complesso il gameplay di Skate 2 è migliorato rispetto al precedente capitolo, ma purtroppo manca ancora di un appeal capace di coinvolgere nuovi fan lontani da questo genere di gioco.
Le novità sono numerose ma molte delle quali risultano essere più un difetto che un pregio, difficilmente se non siete amanti del genere troverete coinvolgente il titolo in esame. Per fortuna a fare la felicità di fan e non, è proprio la struttura di gioco: il free roaming da sempre offre una notevole varietà di gameplay capace di incontrare i gusti di più giocatori.
Voulez vous Skate avec moi?
La carriera principale ha una discreta durata, soprattutto per via del massiccio numero di “ritenta” a cui andremo incontro. Grazie alle diverse modalità, inoltre, troveremo sempre l’alternativa in linea con i nostri gusti. Se questo non bastasse sono presenti modalità secondarie come lo skate libero e l’editor dei video. La prima è una rivisitazione abbastanza blanda della modalità carriera in cui non ci sarà chiesto nulla se non girovagare per le vie della città come puro passatempo; la creazione dei video, invece, è probabilmente consigliata a chi si ritiene “hardcore” del genere: tramite due telecamere ed una serie di strumenti di scena potremo realizzare spot da condividere con altri giocatori. Pad alla mano, questa non risulta essere un granché in termini ludici, ma vuoi per la quantità di opzioni, vuoi per la soddisfazione nel realizzare un proprio spot, riesce comunque ad appagare il giocatore.
Longevità che va ad aumentare anche grazie a delle migliorie apportate al multiplayer, quest’ultimo potrà infatti essere affrontato sia a livello competitivo che in modalità cooperativa. Gradita è la presenza del Party studiato per quattro giocatori, dove sia offline che online potremo cimentarci e divertirci in varie sfide. Diversamente da quanto accade giocando contro l'IA, non incapperete in scontri fortuiti che andranno a rovinare le vostre acrobazie. Da segnalare la possibilità di accordarsi con amici e creare delle piccole comunità, contraddistinte da loghi e vestiti caratteristici. In questo modo il fattore “sociale” diviene sicuramente tangibile, andando ad impreziosire sia l’esperienza cooperativa che quella incentrata sulla competizione.
Strutturalmente l’online appare abbastanza curato, tuttavia offre ben poco rispetto alla modalità principale. Per questo il più delle volte si preferirà concentrarsi sulla carriera piuttosto che imbattersi in accese sfide a suon di trick.
L’altra faccia della tavola
Skate 2 si presenta ai fan nel migliore dei modi, con un comparto grafico migliorato e con nuovi scenari di gioco. Il punto forte è indubbiamente il protagonista, qualunque sia il vestiario scelto l’impatto visivo sarà notevole. La cura per i dettagli mostra una realizzazione tecnica di alto livello; l'adeguato numero di poligoni nonché delle texture di discreta qualità rendono il comparto tecnico tra i migliori di questo genere. Stessa cura è stata riservata alle ambientazioni, che per la prima volta appaiono credibili e poco artificiose: San Vanelona è una città vera e propria, e quantunque sia caratterizzata da qualche piccola forzatura architettonica, non ha la presunzione di imporsi esclusivamente come un grande skate park abitativo, pertanto i palazzi, le strade e ogni vicolo sono verosimili pur non mancando di elementi necessari per il ludico piacere di andare sullo skate. L’ambiente di gioco si rivela essere sia un puro strumento visivo che parte integrante del gameplay, e in entrambi gli aspetti il lavoro fatto è soddisfacente.
Gli skater amano il superfluo, amano aggiungere movenze puramente sceniche per rendere ancor più spettacolari le esibizioni; a tal proposito i ragazzi di Black Box sono riusciti ad abbracciare sapientemente questa corrente di pensiero. Tutte le parti cosiddette accessorie assumono un ruolo di primaria importanza, come gli effetti luce e la magistrale gestione del riverbero dei fasci luminosi, eccezion fatta per l’acqua, realizzata superficialmente.
Tentare di essere simulativi in giochi del genere è un’impresa ardua, infatti non solo bisogna ricreare le movenze degli atleti ma bisogna anche utilizzare appieno un motore in grado di gestire quanto più fedelmente impatti, urti e qualunque fenomeno fisico. La gestione della fisica è sicuramente migliorata rispetto al precedente capitolo, tutti gli urti sulle superfici sono ora più credibili andando ad incorporare fattori come aderenza e velocità. Lo skate si muove ancora più realisticamente per la felicità dei puristi del genere e gli appassionati della simulazione. Le animazioni hanno subito invece poche modifiche ed i cambiamenti sono prima di tutto quantitativi grazie all’aggiunta di nuovi trick da eseguire; inoltre sono migliorate molte delle animazioni che accompagnano la caduta dallo skate. In ogni situazione quindi il personaggio si muoverà piuttosto fedelmente e solo di rado qualche animazione ci sembrerà fuori luogo. Purtroppo l’intero comparto grafico non è esente da difetti ravvisabili in più situazioni: se siete in velocità e cadrete dallo skate, potreste ritrovarvi in aree semi inaccessibili con relativi problemi grafici. La stessa gestione della fisica presenta qualche limite tecnico: alcuni urti innocui vi scaraventeranno a terra, mentre cadute da altezze stratosferiche talvolta vi lasceranno illesi. Inoltre l’intero comparto di animazioni quando non siamo sullo skate, è abbastanza approssimativo, facendo muovere il personaggio a scatti e solo in quattro direzioni.
La versione Playstation 3 appare leggermente sottotono a causa di cali di frame rate che in titoli veloci come questo incidono molto sull’esperienza giocata.
Nel complesso il comparto grafico è di buona fattura, ma come spesso accade soffre di piccoli difetti che vanno ad alterare quanto di buono fatto nel curare molti degli aspetti che contraddistinguono il gioco.
Rock 'n’ Skate
Quando si gioca con passione tutti i sensi vengono stimolati in egual modo, andando a creare quello che possiamo definire “full entertainment”. Quando a scaturire in noi una reazione o un riflesso è l’audio, ci sono due tipi di emozioni a cui possiamo andare incontro: “lente” e “veloci”. Siamo lenti quando una colonna sonora ci commuove e quando ci trasporta in un mondo incantato; siamo veloci quando invece la reazione è immediata: un fremito di paura, un sussulto di gioia o una scarica d’adrenalina. Bene, la tracklist di Skate 2 è senz’altro veloce, si compone di pezzi adeguatamente scelti che ci accompagneranno per l'intera durata del gioco. Dal rap al rock alternativo, queste tracce faranno la gioia dei nostri timpani, e se qualcuna di esse non sarà di nostro gradimento, potremo sempre personalizzare la playlist, come da tradizione. In definitiva il comparto audio è sicuramente ben curato e di buona fattura, non solo per la colonna sonora ma anche per tutti gli effetti sonori secondari.
Il nuovo lavoro dei Black Box si presenta come un prodotto valido, capace di allietare i fan della serie. Tuttavia risulta difficile innamorarsi di Skate 2 se non si è avvezzi a questo genere di titolo. Pur trattandosi di un titolo che possiamo definire di nicchia, le scelte fatte tentano comunque di avvicinare un pubblico più vasto; la buona volontà degli sviluppatori è sicuramente apprezzata ma c’è ancora da lavorare.
Il sistema di controllo garantisce una ottimale esecuzione di svariati grind e dei trick più disparati, tuttavia presenta una serie di limitazioni tecniche che incidono sull’esperienza generale.
Sicuramente il titolo v’impegnerà a lungo grazie ad una carriera variegata ed appagante a cui si aggiungono modalità accessorie, unite ad un sistema online divertente e strutturalmente abbastanza solido. Il comparto audio video pur non facendo gridare al miracolo è di ottima fattura.
Se vi sentite pronti, indossate le apposite protezioni e lanciatevi in Skate 2.
