In un irreale silenzio che improvvisamente avvolge lo Staples Center
tutti i presenti volgono lo sguardo verso un palco illuminato di rosso,
verde e viola aspettando l’evento solenne. Due grandi nei sul viso,
occhiali avvolgenti scuri come la notte, cappello e stivali da cowboy, Lemmy the Lurch
è in forma smagliante. La sua inconfondibile voce roca inizia a cantare
l’inno: “ Il Time to play the Game, Time to play the Game, Time to
play... THE GAME! Hahahaha Hahaha It's all about the game, and how you
play it All about control, and if you can take it... ” , il campione
appare magicamente in una coltre di fumo e io sono a Los Angeles per
lui, io ho viaggiato per veder perdere Triple H.
Time to play the Game
Per chi ama divertirsi guardando finti combattimenti di bizzarri personaggi dall’irrefrenabile look kitsch ma dotati di indiscutibile talento atletico esiste un solo show che li soddisfi: il wrestling americano. Per chi volesse avere un ruolo più attivo in questo pazzo mondo senza correre il rischio di farsi seriamente del male, l’opzione più comoda è quella di impugnare un bel joypad e lasciarsi trasportare dalla riuscitissima serie WWE SmackDown vs Raw di THQ che quest’anno arriva alla decima edizione. In pochi anni il titolo sviluppato da Yuke’s Future Media Creators, grazie ad una qualità insospettabile, è riuscito a guadagnarsi un importante spazio nel panorama video ludico andando ben oltre lo zoccolo duro degli “aficionados” di The Undertaker, Triple H, Batista e soci. I difficili inizi da picchiaduro privo di mordente, animazioni e grafica approssimative, gameplay superficiale e per niente appagante sono dimenticati da tempo immemore e WWE è ormai da anni un gioco capace di accontentare anche i palati più fini.
WWE SmackDown vs. Raw 2009 rimescola un po’ le carte rispetto all’episodio dello scorso anno portando novità rilevanti soprattutto riguardo alle modalità di gioco.
Una delle critiche che è sempre stata mossa al franchise è la mancanza cronica di una storyline adeguata ai grandi personaggi protagonisti, in grado di proporre gli intrecci degni dei peggiori b-movies e della WWE di Vince McMahon. Intraprendere una carriera in cui il plot non cambiasse in relazione al wrestler selezionato, iniziava a diventare anacronistico in una generazione sempre più esigente anche dal punto di vista narrativo. A furor di popolo è stata così introdotta “Road to Wrestlemania”, modalità in cui affronteremo gli adrenalinici giorni che portano all’evento più importante dell’anno impersonificando sei leggende della World Wrestling Entertainment: Triple H, John Cena, The Udertaker, CM Punk, Chris Jerico e il tag team formato da Batista e Rey Mysterio. La prima critica che può essere mossa è la mancanza da questo elenco di personaggi leggendari presenti nel roster del titolo THQ, come Rick Flair, Shawn Michaels, Edge, Randy Orton e i fratelli Hardy; va anche detto però che quasi tutti intervengono nelle varie vicissitudini dei protagonisti della “Road to Wrestlemania”, con ruoli più o meno attivi ed importanti. Nelle fasi più calde della sua storia, Triple H dovrà ad esempio decidere se ritornare dalla parte di Flair, Batista e Orton, andando così ha ricomporre una delle stable più forti di sempre, l’Evolution, o da quella di Shawn Michaels nella D-Generation X.
Il centro operativo a nostra disposizione è rappresentato da una statica schermata dello spogliatoio in cui è possibile gestire mail e comunicazioni, salvare i progressi ed iniziare il match. Ovviamente l’obiettivo principale è quello di sconfiggere tutti gli avversari che intralceranno il nostro glorioso cammino ma il raggiungimento di obiettivi secondari consente di sbloccare decine di arene, wrestlers, intro, mosse e costumi. La “Road” studiata per le sei diverse storyline si snoda in dodici settimane virtuali articolate in poco più di una decina di incontri e c'è tutto quello che abbiamo visto in questi anni, dalle risse negli spogliatoi a quelle nei garage, dagli intrecci amorosi a magie dei riti voodoo; nonostante siano sufficienti poche ore di gioco per assistere a tutti i filmati conclusivi, è possibile affermare che mai nessuna modalità di gioco vista nei precedenti titoli dedicati alla WWE è riuscita a trasmettere agli appassionati il pathos di tale show business come fa “Road to Wrestlemania”.
La modalità carriera è ancora presente ma il team Yuke’s ha deciso di ridimensionarla pesantemente, soprattutto per quanto concerne la gestione del calendario degli incontri e dell’evoluzione fisica e tecnica del wrestler. Ricordate le sessioni in palestra, i match con gli sparring partner, le conferenze stampa? Archiviate tutto quanto nel cassetto dei ricordi perché in WWE SmackDown vs. Raw 2009 l’evoluzione della carriera è completamente automatica: alla fine di ogni incontro vengono assegnati dei punteggi che accrescono forza, tecnica, velocità, resistenza mentre l’esecuzione di particolari mosse e azioni permette di acquisire fino a sei abilità speciali per ogni singolo lottatore; la struttura gestionale è identica a quella vista nella modalità RTW, fatta eccezione per lo sfondo costituito questa volta dai lussuosi interni di aereo privato. In assenza di storyline l’unico scopo è quello di sconfiggere quattro superstars prima di diventare lo sfidante numero uno del campione in carica, per poi partecipare e vincere tutte le nove cinture della WWE. Sostanzialmente la modalità carriera è lo strumento migliore per acquisire dimestichezza con il complesso sistema di controllo e soprattutto per affinare la personalizzazione del wrestler creato in precedenza nell’ottimo editor. Sicuramente sono solo questi gli aspetti stimolanti di una modalità che ha perso qualsiasi profondità dal punto di vista “manageriale”e narrativo e che abdica favore di Road to Wrestlemania il ruolo di modalità principale dell’edizione 2009.
Superstars
Preferite un wrestler atletico e veloce oppure uno forte ma lento, un istrionico showman del ring amato dalla folle o un lottatore spietato? Qualsiasi siano i vostri gusti WWE 2009 presenta un roster molto completo formato da una sessantina di superstars dei tre show televisivi della World Wrestling Entertainment, Raw, SmackDown e la ECW. Inutile negare che si sente la mancanza del carisma di diverse stars che hanno fatto la storia del wrestling americano come The Rock, Hulk Hogan, Stone Cold Steve Austin, Kurt Angle, Rob Van Dam, Brock Lesnar, Bill Goldberg, Sabu, Sandman e non poteva essere altrimenti in considerazione di una certa crisi d’identità che la WWE attraversa da alcuni anni a causa di alcune scelte del padre padrone Vince McMahon e di terribili tragedie umane. Fortunatamente vecchie e nuove leggende non ci hanno abbandonato e sul ring avremo l’opportunità di emulare le gesta di John Cena, Big Show, Umaga, The Great Kali, The Boogeyman, Batista, Randy Orton, Triple H, Rey Misterio, Edge ed ammirare le grazie delle “divas” Candice Michelle, Kelly Kelly, Maria, Michelle McColl, quasi tutte ex conigliette di PlayBoy.
Per dare la possibilità di ricostruire da zero la propria superstar preferita, WWE 2009 mette a disposizione uno degli editor più potenti presenti in tutto il panorama video ludico che consente di personalizzare qualsiasi aspetto estetico e tecnico. Strutturalmente i menù non differiscono da quelli visti nelle precedenti edizioni del titolo ma aggiungono diverse novità nella scelta delle caratteristiche somatiche, maschere, costumi, tatuaggi ed ammennicoli vari. La vera rivoluzione è rappresentata però dalla “Create A Finisher Mode”, la possibilità di creare una terrificante mossa finale ed assegnarla a qualsiasi wrestler presente in WWE 2009. Il capolavoro di malvagità si costruisce attraverso dieci step in cui dovremo scegliere da un carnet di 500 animazioni, suddivise in categorie specifiche, quelle che più sembrano adatte al nostro scopo: stupire il pubblico e distruggere l’avversario; è possibile completare l’opera editandone la denominazione, ma se il desiderio è quello di sentire invocare la nostra “Finisher” dagli esaltati commentatori dovremo scegliere una di quelle predefinite tra cui The Destroyer, The Finisher, Perfect Driver, Psycho Driver o tante altre.
L’ottima personalizzazione del wrestler è completata dalla possibilità di organizzare un torneo scegliendo il tipo di match tra le decine a disposizione, in pratica quasi tutti quelli visti nella trentennale esistenza del Wrestling moderno incluso, per la prima volta nella serie THQ, l’ “Inferno Match”; lo scopo del match è quello di gettare nelle fiamme che circondano il ring il nostro avversario prima che ci riesca lui: ogni mossa eseguita aumenta la temperatura delle fiamme e, quando dai 185 gradi iniziali arrivano a 300, sono pronte per accogliere il malcapitato wrestler. Tale tipo d’incontro obbliga il giocatore ad un approccio tattico piuttosto atipico in quanto per vincere è necessario eseguire una Strong Grapple e trascinare il corpo dell’avversario verso le fiamme senza subire le contromosse. Dunque, una ventata d’aria fresca molto gradita soprattutto per tutti quelli che hanno ancora negli occhi le memorabili gesta di Kane contro Undertaker e Triple H alla fine del anno ’90.
Welcome to the ring
Va senza dubbio dato merito a Yuke’s di essere riusciti in questi anni ad evolvere in modo eccellente una meccanica di gioco in origine piuttosto deficitaria, e WWE 2009 rappresenta degnamente l’ultimo esponente di tale processo. Il team di sviluppo è riuscito ancora a migliorare l’ottima esperienza di gioco dell’edizione 2008 limandone alcune imperfezioni .
Come accennato in precedenza ogni singolo wrestler è dotato di sei abilità su un totale di venti: se prima, ad esempio, Batista poteva sfruttare o l’abilità “Dirty” o “Power”, oggi può invece combinare mosse di sottomissione, clonare le mosse dell’avversario, protestare, mettere i piedi sulle corde e molte altre caratteristiche delle citate sei abilità: una varietà dunque di comportamenti e situazioni fino ad oggi solamente immaginate.
Il miglioramento dell’intelligenza artificiale appare evidente fin dai primissimi incontri in cui capita veramente di rado vedere i lottatori eseguire mosse a caso senza logica in quanto tutti o quasi rispettano la sequenza di mosse e azioni che li hanno resi celebri nella realtà; finalmente non vedremo più Shawn Michaels effettuare la Sweet Chin Music o il Flying Elbow Smash, The Undertaker eseguire la Tombstone Piledriver o Triple H con il suo Pedigree all’inizio del match ma saranno tutte precedute da una precisa strategia preparatoria. Da sottolineare inoltre come l’utilità delle mosse di sottomissione sia drasticamente cambiata: se in precedenza qualsiasi wrestler poteva vincere l’incontro con una mossa di questo tipo contro un avversario ormai stanco, in WWE 2009 questo sarà consentito solo a chi ha tra le abilità la Submission Specialist o chi ha una finisher di questo tipo.
L’ormai collaudatissimo sistema di controllo presenta il classico schema di cui gli appassionati del franchise hanno grande familiarità; con la levetta analogica destra si eseguono le prese, con i quattro pulsanti colorati pugni, calci, corsa ed interazione con i vari oggetti mentre con i pulsanti “dorsali” le contromosse. Proprio riguardo a queste ultime, per evitare che il gioco diventi frustrante è stata introdotto una contromossa automatica che si attiva quando si è al tappeto inermi, se l’avversario continua imperterrito con lo stesso colpo. Da sottolineare inoltre il notevole miglioramento del “targeting” dovuto al fatto che per mirare un oggetto o un avversario è ora sufficiente rivolgervi lo sguardo e non più premere un particolare pulsante. La precisa e rapida risposta ai comandi, la sensazione molto realistica di “far male” e “farsi male” trova massima ispirazione nel rinnovato Tag Team Match, l’incontro di coppia, in cui sono state finalmente inserite molte più mosse combinate, finisher, animazioni, azioni di disturbo come ad esempio abbassare la corda per far cadere fuori dal ring il nemico che possono essere assegnate al team nella modalità “Team Manager”. Una nota negativa da segnalare è la mancanza di realismo in certe circostanze, in particolare quando sul ring si trovano dei veri e propri mastodonti come Big Daddy V, Big Show e The Graet Kali che nonostante si avvicinino tutti ai 200kg vengono sollevati dal suolo senza apparente difficoltà. Chi non ha mai provato un titolo della serie WWE potrebbe ancora pensare che sia un gioco dal gameplay piuttosto ripetitivo, superficiale e superato, che si limita a sfruttare una licenza importante, ma si è lontani dalla realtà: si tratta invece di un beaten up tra i più tecnici ed appaganti che non può non accontentare anche i players più esigenti.
The world is my ring
Le modalità di gioco online sono rimaste sostanzialmente quelle dell’edizione del 2008 e non è stata dunque introdotta la possibilità di organizzare o prendere parte ad una stagione o per lo meno ad un singolo torneo come ad esempio è stato fatto quest’anno in più di un gioco sportivo, Top Spin 3 e Fifa ’09 su tutti. Partita del giocatore o partita classificata sono le uniche due alternative disponibili, delle quali possiamo determinare accuratamente ogni singolo aspetto, dal tipo di match alle regole, dall’arena all’abilitazione dei contenuti creati. Grazie alla popolarità del franchise WWE e all’ottima fama che accompagna la qualità dei titoli Yuke’ trovare agguerriti avversari online è molto facile e gli episodi di disconnessioni e rallentamenti sono molto, molto rari.
Una novità però c’è, un’interessantissima modalità hightlights in cui sono raccolte tutte le immagini e tutti video dei momenti salienti inviati dagli utenti. Mettendo il gioco in pausa durante i nostri match, potremo accedere ad una completa interfaccia che ci trasforma in un vero e proprio regista sportivo in erba: dovremo scegliere telecamera, inquadratura, zoom, rotazioni per catturare le fasi e le espressioni più significative in modo da realizzare un video in grado di scalare i vertici delle opere più votate. Avete capito bene, una volta entrati nel menù online dei “momenti salienti”, potremo visionare e votare, minimo con una stella massimo con cinque, tutti i video caricati dagli utenti: siete pronti per la pubblicazione in un bel DVD della WWE?
Madison Square Garden
Com’era lecito aspettarsi considerati gli ottimi precedenti, Yuke’s riesce ancora una volta a trasportarci nelle elettrizzanti atmosfere delle WWE grazie ad un ottima realizzazione tecnica, non priva però di alcuni difetti. I modelli poligonali delle superstars godono di un dettaglio davvero notevole, sono state ammorbidite le espressioni somatiche, in particolare quelle degli occhi e della bocca, i capelli pur sembrando ancora delle parrucche si muovono correttamente in relazione ai movimenti del corpo, la pelle e il sudore non sono mai stati cosi realistici, le animazioni mai cosi precise e fluide. I maniaci del dettaglio noteranno anche come alcuni effetti particellari sono stati migliorati, in particolare il vapore acqueo sputato da Triple H nella sua scena d’ingresso e come le arene dei vari show siano state curate in modo impeccabile. Peccato per i fastidiosi problemi di compenetrazione poligonale, in particolare quelle degli arti con le corde e il tappeto del ring, per la realizzazione di alcune wrestrlers davvero sottotono, per il pubblico migliorato ma troppo, troppo distante dalla qualità dei lottatori, per alcune infelici inquadrature fuori ring, per l’imbarazzante differenza nei menù di selezione tra l’avatar del lottatore creato nell’editor e quelli della WWE.
Eccellente tutto il comparto audio, a partire dall’ottimo commento dei carismatici Jim Ross, Jerry "The King" Lawler e Tazz che accompagna le nostre gesta sul ring descrivendole con un perfetto timing per finire con la colonna sonora che vanta pezzi dei P.O.D., Bloodsimple, Steriogram, MURS, Disturbed, The Exies oltre ai brani scelti dalle superstars nelle loro scene di ingresso, come “The Game” dei Motorhead per Triple H. Davvero ottima l’idea di poter ascoltare tutte le tracce musicali del gioco dal menù principale “skippandole” premendo la levetta destra.
Rope Break!
WWE SmackDown vs. Raw 2009 alla resa dei conti si dimostra il miglior capitolo della serie. Per aver abbandonato coraggiosamente la strada di una modalità carriera che non aveva più niente di stimolante da offrire per abbracciare la nuova “Road to Wreslemania”, per essere riusciti a migliorare un prodotto già molto buono sotto qualsiasi aspetto, ci sentiamo di dire che Yuke’s va premiata. Certo alcune cose vanno migliorate, in particolare le possibilità offerte dalla modalità online e alcuni problemi grafici, ma pochi giochi da ring riescono a regalare le stesse emozioni del titolo THQ. L'ottimo gameplay appagherà non solo i fan della serie ma tutti coloro che cercano un picchiaduro tecnico e divertente.
Time to play the Game
Per chi ama divertirsi guardando finti combattimenti di bizzarri personaggi dall’irrefrenabile look kitsch ma dotati di indiscutibile talento atletico esiste un solo show che li soddisfi: il wrestling americano. Per chi volesse avere un ruolo più attivo in questo pazzo mondo senza correre il rischio di farsi seriamente del male, l’opzione più comoda è quella di impugnare un bel joypad e lasciarsi trasportare dalla riuscitissima serie WWE SmackDown vs Raw di THQ che quest’anno arriva alla decima edizione. In pochi anni il titolo sviluppato da Yuke’s Future Media Creators, grazie ad una qualità insospettabile, è riuscito a guadagnarsi un importante spazio nel panorama video ludico andando ben oltre lo zoccolo duro degli “aficionados” di The Undertaker, Triple H, Batista e soci. I difficili inizi da picchiaduro privo di mordente, animazioni e grafica approssimative, gameplay superficiale e per niente appagante sono dimenticati da tempo immemore e WWE è ormai da anni un gioco capace di accontentare anche i palati più fini.
WWE SmackDown vs. Raw 2009 rimescola un po’ le carte rispetto all’episodio dello scorso anno portando novità rilevanti soprattutto riguardo alle modalità di gioco.
Una delle critiche che è sempre stata mossa al franchise è la mancanza cronica di una storyline adeguata ai grandi personaggi protagonisti, in grado di proporre gli intrecci degni dei peggiori b-movies e della WWE di Vince McMahon. Intraprendere una carriera in cui il plot non cambiasse in relazione al wrestler selezionato, iniziava a diventare anacronistico in una generazione sempre più esigente anche dal punto di vista narrativo. A furor di popolo è stata così introdotta “Road to Wrestlemania”, modalità in cui affronteremo gli adrenalinici giorni che portano all’evento più importante dell’anno impersonificando sei leggende della World Wrestling Entertainment: Triple H, John Cena, The Udertaker, CM Punk, Chris Jerico e il tag team formato da Batista e Rey Mysterio. La prima critica che può essere mossa è la mancanza da questo elenco di personaggi leggendari presenti nel roster del titolo THQ, come Rick Flair, Shawn Michaels, Edge, Randy Orton e i fratelli Hardy; va anche detto però che quasi tutti intervengono nelle varie vicissitudini dei protagonisti della “Road to Wrestlemania”, con ruoli più o meno attivi ed importanti. Nelle fasi più calde della sua storia, Triple H dovrà ad esempio decidere se ritornare dalla parte di Flair, Batista e Orton, andando così ha ricomporre una delle stable più forti di sempre, l’Evolution, o da quella di Shawn Michaels nella D-Generation X.
Il centro operativo a nostra disposizione è rappresentato da una statica schermata dello spogliatoio in cui è possibile gestire mail e comunicazioni, salvare i progressi ed iniziare il match. Ovviamente l’obiettivo principale è quello di sconfiggere tutti gli avversari che intralceranno il nostro glorioso cammino ma il raggiungimento di obiettivi secondari consente di sbloccare decine di arene, wrestlers, intro, mosse e costumi. La “Road” studiata per le sei diverse storyline si snoda in dodici settimane virtuali articolate in poco più di una decina di incontri e c'è tutto quello che abbiamo visto in questi anni, dalle risse negli spogliatoi a quelle nei garage, dagli intrecci amorosi a magie dei riti voodoo; nonostante siano sufficienti poche ore di gioco per assistere a tutti i filmati conclusivi, è possibile affermare che mai nessuna modalità di gioco vista nei precedenti titoli dedicati alla WWE è riuscita a trasmettere agli appassionati il pathos di tale show business come fa “Road to Wrestlemania”.
La modalità carriera è ancora presente ma il team Yuke’s ha deciso di ridimensionarla pesantemente, soprattutto per quanto concerne la gestione del calendario degli incontri e dell’evoluzione fisica e tecnica del wrestler. Ricordate le sessioni in palestra, i match con gli sparring partner, le conferenze stampa? Archiviate tutto quanto nel cassetto dei ricordi perché in WWE SmackDown vs. Raw 2009 l’evoluzione della carriera è completamente automatica: alla fine di ogni incontro vengono assegnati dei punteggi che accrescono forza, tecnica, velocità, resistenza mentre l’esecuzione di particolari mosse e azioni permette di acquisire fino a sei abilità speciali per ogni singolo lottatore; la struttura gestionale è identica a quella vista nella modalità RTW, fatta eccezione per lo sfondo costituito questa volta dai lussuosi interni di aereo privato. In assenza di storyline l’unico scopo è quello di sconfiggere quattro superstars prima di diventare lo sfidante numero uno del campione in carica, per poi partecipare e vincere tutte le nove cinture della WWE. Sostanzialmente la modalità carriera è lo strumento migliore per acquisire dimestichezza con il complesso sistema di controllo e soprattutto per affinare la personalizzazione del wrestler creato in precedenza nell’ottimo editor. Sicuramente sono solo questi gli aspetti stimolanti di una modalità che ha perso qualsiasi profondità dal punto di vista “manageriale”e narrativo e che abdica favore di Road to Wrestlemania il ruolo di modalità principale dell’edizione 2009.
Superstars
Preferite un wrestler atletico e veloce oppure uno forte ma lento, un istrionico showman del ring amato dalla folle o un lottatore spietato? Qualsiasi siano i vostri gusti WWE 2009 presenta un roster molto completo formato da una sessantina di superstars dei tre show televisivi della World Wrestling Entertainment, Raw, SmackDown e la ECW. Inutile negare che si sente la mancanza del carisma di diverse stars che hanno fatto la storia del wrestling americano come The Rock, Hulk Hogan, Stone Cold Steve Austin, Kurt Angle, Rob Van Dam, Brock Lesnar, Bill Goldberg, Sabu, Sandman e non poteva essere altrimenti in considerazione di una certa crisi d’identità che la WWE attraversa da alcuni anni a causa di alcune scelte del padre padrone Vince McMahon e di terribili tragedie umane. Fortunatamente vecchie e nuove leggende non ci hanno abbandonato e sul ring avremo l’opportunità di emulare le gesta di John Cena, Big Show, Umaga, The Great Kali, The Boogeyman, Batista, Randy Orton, Triple H, Rey Misterio, Edge ed ammirare le grazie delle “divas” Candice Michelle, Kelly Kelly, Maria, Michelle McColl, quasi tutte ex conigliette di PlayBoy.
Per dare la possibilità di ricostruire da zero la propria superstar preferita, WWE 2009 mette a disposizione uno degli editor più potenti presenti in tutto il panorama video ludico che consente di personalizzare qualsiasi aspetto estetico e tecnico. Strutturalmente i menù non differiscono da quelli visti nelle precedenti edizioni del titolo ma aggiungono diverse novità nella scelta delle caratteristiche somatiche, maschere, costumi, tatuaggi ed ammennicoli vari. La vera rivoluzione è rappresentata però dalla “Create A Finisher Mode”, la possibilità di creare una terrificante mossa finale ed assegnarla a qualsiasi wrestler presente in WWE 2009. Il capolavoro di malvagità si costruisce attraverso dieci step in cui dovremo scegliere da un carnet di 500 animazioni, suddivise in categorie specifiche, quelle che più sembrano adatte al nostro scopo: stupire il pubblico e distruggere l’avversario; è possibile completare l’opera editandone la denominazione, ma se il desiderio è quello di sentire invocare la nostra “Finisher” dagli esaltati commentatori dovremo scegliere una di quelle predefinite tra cui The Destroyer, The Finisher, Perfect Driver, Psycho Driver o tante altre.
L’ottima personalizzazione del wrestler è completata dalla possibilità di organizzare un torneo scegliendo il tipo di match tra le decine a disposizione, in pratica quasi tutti quelli visti nella trentennale esistenza del Wrestling moderno incluso, per la prima volta nella serie THQ, l’ “Inferno Match”; lo scopo del match è quello di gettare nelle fiamme che circondano il ring il nostro avversario prima che ci riesca lui: ogni mossa eseguita aumenta la temperatura delle fiamme e, quando dai 185 gradi iniziali arrivano a 300, sono pronte per accogliere il malcapitato wrestler. Tale tipo d’incontro obbliga il giocatore ad un approccio tattico piuttosto atipico in quanto per vincere è necessario eseguire una Strong Grapple e trascinare il corpo dell’avversario verso le fiamme senza subire le contromosse. Dunque, una ventata d’aria fresca molto gradita soprattutto per tutti quelli che hanno ancora negli occhi le memorabili gesta di Kane contro Undertaker e Triple H alla fine del anno ’90.
Welcome to the ring
Va senza dubbio dato merito a Yuke’s di essere riusciti in questi anni ad evolvere in modo eccellente una meccanica di gioco in origine piuttosto deficitaria, e WWE 2009 rappresenta degnamente l’ultimo esponente di tale processo. Il team di sviluppo è riuscito ancora a migliorare l’ottima esperienza di gioco dell’edizione 2008 limandone alcune imperfezioni .
Come accennato in precedenza ogni singolo wrestler è dotato di sei abilità su un totale di venti: se prima, ad esempio, Batista poteva sfruttare o l’abilità “Dirty” o “Power”, oggi può invece combinare mosse di sottomissione, clonare le mosse dell’avversario, protestare, mettere i piedi sulle corde e molte altre caratteristiche delle citate sei abilità: una varietà dunque di comportamenti e situazioni fino ad oggi solamente immaginate.
Il miglioramento dell’intelligenza artificiale appare evidente fin dai primissimi incontri in cui capita veramente di rado vedere i lottatori eseguire mosse a caso senza logica in quanto tutti o quasi rispettano la sequenza di mosse e azioni che li hanno resi celebri nella realtà; finalmente non vedremo più Shawn Michaels effettuare la Sweet Chin Music o il Flying Elbow Smash, The Undertaker eseguire la Tombstone Piledriver o Triple H con il suo Pedigree all’inizio del match ma saranno tutte precedute da una precisa strategia preparatoria. Da sottolineare inoltre come l’utilità delle mosse di sottomissione sia drasticamente cambiata: se in precedenza qualsiasi wrestler poteva vincere l’incontro con una mossa di questo tipo contro un avversario ormai stanco, in WWE 2009 questo sarà consentito solo a chi ha tra le abilità la Submission Specialist o chi ha una finisher di questo tipo.
L’ormai collaudatissimo sistema di controllo presenta il classico schema di cui gli appassionati del franchise hanno grande familiarità; con la levetta analogica destra si eseguono le prese, con i quattro pulsanti colorati pugni, calci, corsa ed interazione con i vari oggetti mentre con i pulsanti “dorsali” le contromosse. Proprio riguardo a queste ultime, per evitare che il gioco diventi frustrante è stata introdotto una contromossa automatica che si attiva quando si è al tappeto inermi, se l’avversario continua imperterrito con lo stesso colpo. Da sottolineare inoltre il notevole miglioramento del “targeting” dovuto al fatto che per mirare un oggetto o un avversario è ora sufficiente rivolgervi lo sguardo e non più premere un particolare pulsante. La precisa e rapida risposta ai comandi, la sensazione molto realistica di “far male” e “farsi male” trova massima ispirazione nel rinnovato Tag Team Match, l’incontro di coppia, in cui sono state finalmente inserite molte più mosse combinate, finisher, animazioni, azioni di disturbo come ad esempio abbassare la corda per far cadere fuori dal ring il nemico che possono essere assegnate al team nella modalità “Team Manager”. Una nota negativa da segnalare è la mancanza di realismo in certe circostanze, in particolare quando sul ring si trovano dei veri e propri mastodonti come Big Daddy V, Big Show e The Graet Kali che nonostante si avvicinino tutti ai 200kg vengono sollevati dal suolo senza apparente difficoltà. Chi non ha mai provato un titolo della serie WWE potrebbe ancora pensare che sia un gioco dal gameplay piuttosto ripetitivo, superficiale e superato, che si limita a sfruttare una licenza importante, ma si è lontani dalla realtà: si tratta invece di un beaten up tra i più tecnici ed appaganti che non può non accontentare anche i players più esigenti.
The world is my ring
Le modalità di gioco online sono rimaste sostanzialmente quelle dell’edizione del 2008 e non è stata dunque introdotta la possibilità di organizzare o prendere parte ad una stagione o per lo meno ad un singolo torneo come ad esempio è stato fatto quest’anno in più di un gioco sportivo, Top Spin 3 e Fifa ’09 su tutti. Partita del giocatore o partita classificata sono le uniche due alternative disponibili, delle quali possiamo determinare accuratamente ogni singolo aspetto, dal tipo di match alle regole, dall’arena all’abilitazione dei contenuti creati. Grazie alla popolarità del franchise WWE e all’ottima fama che accompagna la qualità dei titoli Yuke’ trovare agguerriti avversari online è molto facile e gli episodi di disconnessioni e rallentamenti sono molto, molto rari.
Una novità però c’è, un’interessantissima modalità hightlights in cui sono raccolte tutte le immagini e tutti video dei momenti salienti inviati dagli utenti. Mettendo il gioco in pausa durante i nostri match, potremo accedere ad una completa interfaccia che ci trasforma in un vero e proprio regista sportivo in erba: dovremo scegliere telecamera, inquadratura, zoom, rotazioni per catturare le fasi e le espressioni più significative in modo da realizzare un video in grado di scalare i vertici delle opere più votate. Avete capito bene, una volta entrati nel menù online dei “momenti salienti”, potremo visionare e votare, minimo con una stella massimo con cinque, tutti i video caricati dagli utenti: siete pronti per la pubblicazione in un bel DVD della WWE?
Madison Square Garden
Com’era lecito aspettarsi considerati gli ottimi precedenti, Yuke’s riesce ancora una volta a trasportarci nelle elettrizzanti atmosfere delle WWE grazie ad un ottima realizzazione tecnica, non priva però di alcuni difetti. I modelli poligonali delle superstars godono di un dettaglio davvero notevole, sono state ammorbidite le espressioni somatiche, in particolare quelle degli occhi e della bocca, i capelli pur sembrando ancora delle parrucche si muovono correttamente in relazione ai movimenti del corpo, la pelle e il sudore non sono mai stati cosi realistici, le animazioni mai cosi precise e fluide. I maniaci del dettaglio noteranno anche come alcuni effetti particellari sono stati migliorati, in particolare il vapore acqueo sputato da Triple H nella sua scena d’ingresso e come le arene dei vari show siano state curate in modo impeccabile. Peccato per i fastidiosi problemi di compenetrazione poligonale, in particolare quelle degli arti con le corde e il tappeto del ring, per la realizzazione di alcune wrestrlers davvero sottotono, per il pubblico migliorato ma troppo, troppo distante dalla qualità dei lottatori, per alcune infelici inquadrature fuori ring, per l’imbarazzante differenza nei menù di selezione tra l’avatar del lottatore creato nell’editor e quelli della WWE.
Eccellente tutto il comparto audio, a partire dall’ottimo commento dei carismatici Jim Ross, Jerry "The King" Lawler e Tazz che accompagna le nostre gesta sul ring descrivendole con un perfetto timing per finire con la colonna sonora che vanta pezzi dei P.O.D., Bloodsimple, Steriogram, MURS, Disturbed, The Exies oltre ai brani scelti dalle superstars nelle loro scene di ingresso, come “The Game” dei Motorhead per Triple H. Davvero ottima l’idea di poter ascoltare tutte le tracce musicali del gioco dal menù principale “skippandole” premendo la levetta destra.
Rope Break!
WWE SmackDown vs. Raw 2009 alla resa dei conti si dimostra il miglior capitolo della serie. Per aver abbandonato coraggiosamente la strada di una modalità carriera che non aveva più niente di stimolante da offrire per abbracciare la nuova “Road to Wreslemania”, per essere riusciti a migliorare un prodotto già molto buono sotto qualsiasi aspetto, ci sentiamo di dire che Yuke’s va premiata. Certo alcune cose vanno migliorate, in particolare le possibilità offerte dalla modalità online e alcuni problemi grafici, ma pochi giochi da ring riescono a regalare le stesse emozioni del titolo THQ. L'ottimo gameplay appagherà non solo i fan della serie ma tutti coloro che cercano un picchiaduro tecnico e divertente.
