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Recensioni Xbox360


Viva Pinata: Trouble in Paradise

Grafica: 9
Sonoro: 9
Innovazione: 6
Longevità: 8.5
Giocabilità: 8.5
Modalità Online: 6.5
7.9/10
Buono

A cura di Alessandro "Ardsheal" Sordelli

In realtà non esistono molte differenze tra il brand di Gears of War, e quello di Viva Pinata: nel primo, i designer di Epic danno la possibilità di confrontarsi con una terribile e minacciosa razza aliena che vive nel sottosuolo, da sterminare a colpi di fucile e motosega; il secondo, creato dall'eclettico team di Rare (Banjo Kazooie, Perfect Dark Zero), chiede al giocatore di attirare animaletti nel proprio giardino, con la possibilità di distruggerli a colpi di vanga. Curioso non trovate? Specialmente se consideriamo che Viva Pinata, e il sequel che prenderemo in analisi oggi Viva Pinata: Trouble in Paradise, sono giochi concepiti per tutti, anche per gli utenti della più bassa fascia d'età (la 3+ del sistema europeo PEGI).
In realtà Rare non ha voluto creare un mondo popolato di creature da distruggere per il puro divertimento sadico, ma piuttosto un universo nel quale gli animali sono certo vivi, ma bensì composti da leggere striscioline di carta e ripieni di morbido cioccolato al latte, delle Pignatte per usare un termine italico poco corrente. In questo seguito, come nell'originale, il nostro compito sarà quello di creare un paradisiaco giardino delle delizie dolciarie, vestendo i panni di un fantasioso e improbabile giardiniere, barra pasticciere e collezionista di animali.
A distanza di due anni dal lancio del primo capitolo della serie, andiamo ad analizzare con cura quali novità sono state introdotte, e cosa possiamo trovare in Trouble in Paradise (d'ora in poi TiP).


Un dolce ritorno

Alcuni di voi forse non conoscono ancora Viva Pinata. Per tutti coloro che si sono messi a leggere questa recensione, non conoscendo ancora quello che è uno dei brand maggiori di casa Microsoft, (non isolato dal resto del mondo mediatico per altro, visto che ha portato alla realizzazione di una serie televisiva per bambini, oltre che di gadget e peluches), allora sappiate che non siete di fronte ad un normale e tradizionale videogame per un pubblico giovane. Viva Pinata non è un gestionale, anche se contempla molto dal genere in questione, non è un party game, nemmeno un gioco per famiglie, bensì tutto questo e molto di più, messo assieme, fuso e appallottolato, per creare uno dei prodotti più eclettici e rivoluzionari della stagione videoludica di Xbox.
Ovviamente non si torna da una vacanza a mani vuote, e come per una cena a casa di amici ci si presenta sempre con una bottiglia di vino o una torta, anche Rare suonando il campanello porta con sé da casa, nuove dolcezze e un prelibato dessert.

La più evidente delle new entry, è l'inserimento di nuove pinata in aggiunta a quelle che già conosciamo e che già ci sono state presentate nel primo VP. I nuovi animaletti non possono che sacralizzare l'incredibile e buffo design che il team di Rare ha saputo farci apprezzare nei due anni a questa parte: disegno caricaturale, forti contrasti cromatici e movenze ridicole non mancano all'appello.
Il sistema di sfide, che in VP era un semplice palliativo per rendere un gioco molto statico un po' più vario, è stato modificato leggermente per risultare più divertente e completo: le pinate da spedire a pinata central per le ricompense, dovranno soddisfare requisiti più rigidi e rigorosi, aumentando così la difficoltà di gioco e di approccio, per soddisfare l'utente più grandicello o chiunque cercasse un'esperienza più matura o adulta.

Il multiplayer, assente nel primo capitolo, viene finalmente implementato in TiP, contemplando sia il gioco su Live che quello in sistem link. E' possibile creare un giardino da condividere pienamente con altri giocatori fino a un massimo di quattro, oltre alla possibilità di invitare o accogliere altre persone come semplici spettatori. Purtroppo la nuova modalità in questione delude un po' le aspettative del pubblico, apparendo confusionaria e niente di più.


Nuove, succose ambientazioni

Se avete dato un occhio ai vari video o agli screenshot che hanno presentato il gioco nei mesi precedenti all'uscita, avrete certamente notato nuove interessanti ambientazioni che danno carattere e spessore a quel che era un brand già visivamente molto appagante, specialmente grazie all'incredibiglioso design ambientale e all'aspetto dei bufferrimi animaletti.
In TiP infatti, possiamo visitare ogni volta che ci viene il desiderio o lo stimolo di farlo, due nuove ambientazioni, caratterizzare da climi differenti e naturalmente da un nuovo catalogo zoologico.

Sia il paesaggio desertico che quello artico, rappresentano quando di meglio abbia realizzato Rare visivamente parlando, dalla nascita degli studios ad oggi. Nel loro stile a cartone animati ricordano i migliori film d'animazione digitale come “Ice Age” o “Madagascar”, e riescono a ricreare delle ambientazioni vive e della grande potenza visiva.
Una volta presa la strada per una delle due località, potremo piazzare trappole per catturare nuove ed esotiche pinata, come il cammello o il pinguino giusto per citarne qualcuno. Ovviamente andranno trattate con cura all'interno del nostro giardino, adattando lo stesso alle pretese e alla esigenze dei nuovi arrivati.
In realtà catturare un animale è molto semplice e finisce per trasformarsi in una semplice questione di fortuna. Scegliamo una delle differenti trappole disponibili a negozio (più è alto il prezzo e maggiore saranno le possibilità di cattura), la piazziamo in un qualsiasi punto della mappa, scegliamo l'esca, dopodiché non resta che attendere l'arrivo dello (s)fortunato di passaggio. Una volta catturata la pinata, il servizio postale farà tutto il resto, trasferendo l'animale dal suo luogo d'origine al nostro giardino.

Per quanto sia accattivante l'idea e la possibilità di recarsi in luoghi differenti a catturar pinata mai viste, resta un importante vincolo che forse non è stato preso in considerazione dai talentuosi designer di Rare, ovvero la possibilità di prendere possesso delle nuove biosfere al fine di creare un giardino totalmente nuovo e dal paesaggio unico, invece di restare incollati ad un'ambientazione che i giocatori fedeli conoscono fin troppo bene.
Sono stati implementati nuovi materiali per la creazione del proprio giardino, in tema con quelli che sono i nuovi animali e i relativi microclimi, quindi al posto dell'erba potremo avere della sabbia o della neve: ciò non toglie che un giardino tematico di questo tipo apparirà come un pugno nell'occhio, in quanto una macchia di neve su un'isola tropicale non è proprio il massimo del realismo. Nemmeno per un mondo fatto di cartoni animati.


Un occhio sul paradiso

Una delle novità più grandi introdotte con TiP, o almeno una di quelle più discusse prima dell'uscita, è la possibilità di inserire pinate nel proprio giardino con l'uso della webcam Live Vision di Microsoft. La cosa suonerà certamente un po' strana, specialmente ai puristi e a chi ha giocato il primo episodio della serie. Posso infatti affermare, che questa novità non è niente di più di un cheat, legalizzato in termini di giocabilità, volgarmente inserito, poco giustificato ma al tempo stesso molto ben mimetizzato con quello che è l'intero sistema di gioco. La funzione è stata inserita per i giocatori più piccini o quelli più pigri, per addomesticare animali altrimenti difficili da attirare nel proprio nido di caramellosa felicità. Il funzionamento di questa nuova feature è semplice; prendi la card della pinata interessata (le si trovano su internet, sul sito ufficiale e non), che altro non è che una normale fotografia dell'animaletto designato, corredata di un codice simile alla zebra del barcode. Il sistema legge e interpreta il codice, quindi inserisce immediatamente e senza troppi preamboli l'animaletto designato nel proprio giardino, sottraendo il costo in denaro dalla propria riserva.
Inutile dire che la cosa funziona pochissimo, sia perché si va a perdere l'unico elemento che rende Viva Pinata un gioco godibile e interessante, sia perché obbliga all'aquisto di una webcam originale Microsoft, l'unica ovviamente compatibile con il gioco e con la console.


Una creazione degna del miglior pasticcere

E' sempre difficile migliorare un titolo che già dimostrava di saper regalare un comparto tecnico solido e senza paragoni; ma per quanto incredibile la casa di sviluppo inglese riesce pienamente nell'intento. Le animazioni sono il fattore che ha risentito maggiormente di questo upgrade, con movenze delle pinata ancora più variegate e di ottima fattura. Le texture sono piene e definite, dai colori vivaci, vibranti, cariche della stessa euforia festaiola che scatenano i teneri animali in striscioline di carta. Nessuna traccia si aliasing, che è ottimamente gestito dall'engine grafico, così come il tearing, problema ancora costante sulla bianca console, che non fa però mai capolino tra le piante dei nostri giardini.
I menù hanno cambiato veste per innovare anche sul fronte del disegno grafico, pur mantenendosi in falsa riga uguali a quelli del predecessore.
Le musiche rievocano quelle del primo VP, ma cambiano un po' di sonorità, rese più complesse da una partecipazione strumentale più corposa.
Parlando sempre in termini tecnici, l'engine è stato alleggerito da tutte quelle inutili pesantezze che allungavano i tempi di caricamento, o che procuravano un'insopportabile lag negli attimi di gioco più concitato, per non parlare dei salvataggi automatici che, come un camaleonte, si mimetizzano ora alla perfezione durante le lunghe sessioni di gioco.


Il conto

Se avete i crampi allo stomaco, potrebbe darsi che abbiate mangiato un'eccessiva quantità di caramelle e dolcetti. La verità è che il verdetto finale per TiP non è per nulla negativo, ma delude fortemente le aspettative createsi sin dall'annuncio di questo sequel, in particolare quelle dei fan e di chi credeva profondamente nell'idea. L'ultimo prodotto Rare, che vede protagonisti i buffi animali in cartapesta, sembra essere troppo simile al precedente, nella giocabilità e nella particolare struttura di gioco, non riuscendo ad attirare coloro che non erano stati convinti con il primo VP.







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