“E' davvero un momento solenne questo in cui vi parlo, la decima
domenica dopo lo scoppio della guerra. Solenne ma anche pieno di
determinazione e di speranza. Mi guardo quindi molto bene dal parlarvi
in termini troppo fiduciosi o eccessivamente ottimistici. Sono sicuro
che ci aspettano dei guai. Ma ho questa sensazione che il nemico che
oggi ci assale sia un organismo di gran lunga meno solido di quello che
possa sembrare. Facciamoci coraggio in mezzo alle perplessità ed ai
pericoli, perché potrà darsi benissimo che l'estinzione definitiva di
un dominio nefasto getti le fondamenta di una solidarietà fra tutti gli
uomini in tutti i paesi, più vasta di quanto avremmo mai potuto
progettare se non avessimo marciato insieme attraverso le fiamme".
Grandi capi di stato e leggendari condottieri spesso, durante le tremende guerre che hanno sconvolto l’umanità, sono riusciti a ribaltare drammatiche situazioni sfavorevoli grazie alle loro parole pronunciate da una voce imponente capace di infondere sicurezza e speranza negli animi della gente. Controllate la respirazione e sorseggiate un po’ d’acqua fresca, oggi quella voce dovrà essere la vostra: EndWar è arrivato.
Venti di Guerra
Tutto inizia nel 2011, anno in cui gli Stati Uniti d’America e l’Unione Europea siglano un accordo che dovrebbe portare ad una pace internazionale: costruire uno scudo stellare in grado di impedire qualsiasi attacco missilistico nucleare. La Russia al contrario intensifica la ricerca e nel 2015 grazie ai suoi giacimenti di gas e petrolio controlla la maggior parte delle risorse naturali della terra mettendo in serio pericolo l’economia e la sicurezza mondiale. Per far fronte al pericolo l’Unione Europea decide di dare una svolta di carattere militare e politico ai legami tra i singoli stati diventando Federazione Europea, coalizione dotata finalmente di esercito unico in grado di difendere i confini dagli attacchi esterni. Sono le misure difensive studiate dagli Stati Uniti che aggravano definitivamente i gravi equilibri internazionali. Intervenire con unità speciali in meno di novanta minuti in qualsiasi zona della terra: è la forza di Freedom Star, stazione spaziale statunitense operativa dal 2020. Durante il trasporto del modulo finale un attacco terroristico distrugge la navetta: la Terza Guerra Mondiale ha inizio.
Pur attingendo alla vasta letteratura fanta-politica di Tom Clancy, appare subito evidente quanto gli eventi storici di EndWar non propongano nulla di originale e siano quanto di più stereotipato si possa immaginare in ambito bellico: tematiche care all’epoca della guerra fredda ormai viste, lette e giocate migliaia di volte. Nonostante la mancanza di originalità, il rapido susseguirsi degli eventi storici riesce comunque a creare un alto grado di coinvolgimento per tutta la durata della guerra: essere al comando di una superpotenza militare, ovviamente in ambito videoludico, raramente è stato così divertente e gratificante.
La mia parola è un ordine!
Da sempre genere per eccellenza per PC, gli strategici in tempo reale hanno sempre faticato ad imporsi nel mercato console, sia per la difficoltà di proporre un sistema di controllo all’altezza sia per un target sicuramente diverso rispetto all’utenza PC. Con l’avvento delle console next generation sembra però che ci sia stata un’inversione di tendenza e dopo il successo di EA con La Battaglia per la Terra di Mezzo 2, Tiberium Wars e l’ultimissimo Red Alert 3 è la volta di Ubisoft, che approfitta del fortunatissimo franchise Tom Clancy per esordire nel mondo degli RTS, rivoluzionandone completamente l’approccio. Come? Scopriamolo insieme.
Come le decine di strategici che lo hanno preceduto in questi anni su console e PC, EndWar ci accoglie con una completa sezione tutorial che spiega in modo molto chiaro ed esaustivo le funzionalità ed i numerosi controlli che avremo a disposizione durante le battaglie. State già guardando il vostro controller con occhi lucidi, rimpiangendo tastiera e mouse? Beh, non è il caso di preoccuparsi, Ubisoft Shangai ha rivoluzionato completamente il canonico sistema di controllo relegando il joypad a ruolo di comprimario e promuovendo la nostra voce, grazie a microfono e cuffie, a protagonista assoluta. Dopo una veloce ma accurata calibrazione della stessa, necessaria affinché il sistema riconosca il nostro timbro vocale durante le fasi di gioco, una voce amica ci guida nei meandri dei comandi vocali studiati per controllare con precisione le truppe.
La meccanica per accedervi ricorda molto da vicino quella che si utilizza per i messaggi radio e nei walkie-talkie: la pressione del pulsante RT attiva lo schema piuttosto semplice dei comandi, visualizzati sullo schermo attraverso degli intuitivi menu a tendina, e poi toccherà alla nostra voce decidere cosa fare. All’inizio lo scetticismo nei confronti di un sistema così atipico porta a procedere con una certa circospezione e lentezza, dettate dalla necessità di fugare qualsiasi dubbio riguardo alla precisione e ai tempi di risposta della CPU ai nostri ordini. Durante le prime battaglie caratterizzate da un numero cospicuo di truppe, in cui la tempestività dell’azione è essenziale, faticheremo a credere a quello che stiamo facendo: rapidi ordini perentori scanditi senza remore dalla nostra voce muovono con accuratezza tutte le unità, senza guardare minimamente le diverse tendine dei comandi! Il feeling con l’originale sistema di controllo, infatti, è praticamente immediato e dopo le prime scaramucce, memorizzare i comandi è automatico: “unità uno, attaccare nemico 2” oppure “unità 2 più unità 3, ripiegare”; tale rapidità nell’apprendimento nasconde il suo segreto nell’eccellente riconoscimento vocale realizzato per l’occasione dai programmatori, che ci consente di parlare senza pause tra un comando e l’altro. Le uniche volte in cui sentiremo in cuffia una voce che ci avverte dell’impossibilità ad eseguire gli ordini appena impartiti, deriveranno dal fatto di aver “selezionato” unità sconfitte o non presenti in campo oppure perché impossibili in quella determinata situazione. Come accennato sopra, il joypad ha un ruolo piuttosto marginale nel sistema di controllo studiato per EndWar e viene usato esclusivamente per attivare i comandi vocali, cambiare le visuale di gioco e muoversi nei menu, tra una missione e l’altra.
War Games
Denominato “Prologo alla Guerra”, il tutorial si articola in dodici missioni in cui avremo la possibilità di utilizzare, alternativamente, gli eserciti europei, americani e russi: si tratta degli eventi storici che portano all’inevitabile Terza Guerra Mondiale in cui assumeremo, a nostra scelta, il comando di una delle tre superpotenze nelle trenta missioni totali.
Il nostro centro operativo è rappresentato da un globo terrestre strutturato e suddiviso secondo uno stile caro a Risiko, in cui potremo scegliere quale missione e quale nemico affrontare a seconda dei successi precedenti. A differenza della maggior parte di strategici in tempo reale usciti in questi ultimi sedici anni, dai tempi di Dune 2 passando per Age of Empires fino ad arrivare a Red Alert 3, in EndWar non si deve raccogliere nessun genere di risorsa per finanziare la costruzione di edifici strategici e di eserciti, ma alla maniera che ricorda Ground Control per PC, si devono gestire unicamente le unità militari in base alle loro diverse caratteristiche. Fucilieri, genieri, artiglieri, carri armati, veicoli di comando e di trasporto ed elicotteri sono i mezzi che dovremo gestire con attenzione fino alla vittoria finale attraverso un sistema di potenziamento relazionato alle “promozioni” guadagnate sul campo di battaglia. Dopo ogni successo avremo dei crediti per acquistare i miglioramenti delle nostre unità la cui esperienza accumulata nelle missioni consentirà di accedere a upgrade sempre migliori, come ad esempio delle truppe elitarie da utilizzare nei momenti strategicamente più delicati. L’utilizzo di tali unità speciali va calcolato con precisione dal momento che una volta sconfitti saranno completamente perduti fino alla fine delle ostilità.
Gli equilibri delle forze in campo reagiscono in base alle collaudatissime regole della morra cinese in cui il triangolo “sasso-carta-forbice” è rappresentato dalle diverse unità militari; diventa fondamentale pertanto memorizzare, ad esempio, il fatto che i fucilieri sono efficaci nell'abbattimento degli elicotteri e nello sterminio dei genieri ma terribilmente deboli se affrontati dai tank, che a loro volta si trovano in estremo pericolo contro gli attacchi aerei. Lo schema di gioco è dunque piuttosto semplice ed intuitivo anche per tutti coloro che sono alla prima esperienza con un RTS, da sempre uno dei generi più complessi nell’articolato universo videoludico; alcune considerazioni negative derivano però proprio da questa semplificazione: i tipi di truppe a disposizione sono decisamente inferiori rispetto a quanto si vede generalmente in altri titoli ed inoltre, le tre superpotenze, non godono tra loro di una diversificazione e caratterizzazione delle unità militari, il che avrebbe permesso un approccio al gioco meno meccanico e scontato. Appare evidente la scelta del team di sviluppo di dare priorità assoluta all’efficacia del sistema di controllo vocale rispetto alla varietà delle unità, in modo da evitare un eccessivo numero di comandi con il conseguente rischio di perdere immediatezza nei tempi di riconoscimento e risposta. Durante gli scontri a fuoco gli schieramenti si comportano in modo credibile mentre negli spostamenti tattici nelle varie aree degli scenari non sempre l’IA è all’altezza della situazione in quanto non è raro veder le truppe prendere la strada più lunga o pericolosa, incuranti delle difficoltà logistiche proposte dagli scenari.
Nel corso della Terza guerra mondiale di EndWar dovremo affrontare quattro tipologie di missioni diverse. In Conquista il nostro obiettivo è prendere il controllo di stazioni radio strategiche dislocate nella mappa prima che lo facciano le forze nemiche; in Assalto è tutto molto più semplice: dovremo annientare con qualsiasi mezzo tutto ciò che è ostile; Raid ci costringe a sabotare una base nemica mentre in Assedio dovremo conquistarla senza dover pensare alla fase difensiva. La strategia utile da adottare è dettata oltre che dalle caratteristiche delle forze in campo anche dall’utilizzo delle armi di distruzioni di massa. Quando uno dei due schieramenti in campo è in grave difficoltà, si entra in fase Defcom 1 in cui è possibile ribaltare la situazione a proprio favore facendo ricorso ad armi devastanti come blackout elettronico, bombardamenti aerei, appoggio di unità terrestri, dispositivi tattici nucleari, armi ad energia cinetica satellitare “Rods from God” e satelliti T.H.E.L., Tactical High Energy Lasers. Per non correre il rischio di vedere tutte le nostre unità distrutte in pochissimo tempo, la strategia migliore è quella di evitare assembramenti in poco spazio e cercare una dislocazione più intelligente. L’intenzione di Ubisoft Shangai di catapultare il giocatore nel cuore della battaglia traspare in tutti aspetti di EndWar, tra i quali il più evidente è l’impostazione della telecamera: attraverso il comando “inquadra” ci si porta nei pressi dell’unità selezionata e col pad si determina l’altezza della telecamera. Il problema è che possiamo vedere solamente le zone coperte dalle nostre unità ed in nessun modo è possibile spostarsi con efficacia nello scenario per studiare eventuali strategie o per spiare le mosse nemiche. Tale scelta è sicuramente coerente con lo spirito del titolo, però è evidente l’impossibilità di raggiungere un elevato controllo strategico e tattico della situazione.
Coalizioni!
EndWar propone una divertentissima modalità di gioco online denominata "Teatro di Guerra" in cui, dopo aver scelto la nostra fazione, parteciperemo ad una vera e propria guerra mondiale contro chi avrà scelto di combattere per le altre due superpotenze, a noi nemiche. Ogni 24 ore "reali" il sistema analizzerà i risultati di tutte le battaglie online e determinerà le nuove linee del fronte in base ai risultati. Per tutti coloro che preferiscono giocare in compagnia, è prevista la possibilità di invitare un proprio amico ed affrontare il Teatro di Guerra in avvincenti 2 contro 2. Teatro di guerra riesce a far dimenticare le piccole lacune che affliggono EndWar e lo rende praticamente infinito.
Chi invece non intende impegnarsi in devastanti conflitti a lungo termine può scegliere di combattere in modalità "schermaglia", personalizzabili in qualsiasi aspetto.
Capitali
Gli scenari di guerra in cui ci troveremo a combattere ci portano indietro nel tempo, ai crudi documentari risalenti alle tragiche guerre del ventesimo secolo. Avanzeremo con il nostro esercito nelle strade di Mosca dando un’occhiata al Cremlino, attraverso gli Champs Elisées parigini guardando la Tour Eiffel, ci ripareremo dietro il Campidoglio a Washington e ancora ci troveremo nelle valli innevate finlandesi, nella campagna spagnola o nel porto di Sebastopoli. Da un punto di vista “panoramico”, la realizzazione grafica degli scenari è quanto di meglio si possa chiedere ad un gioco strategico ed in effetti, finché la visuale della telecamera rimane alta, sembra di assistere ad un film: scenari evocativi, movimento delle truppe realistico, svolgimento dell’azione fluido, effetti particellari delle esplosioni eccellenti. Purtroppo nelle situazioni in cui ci troveremo a seguire le unità di terra, in particolare la fanteria, la visuale ravvicinata evidenzia la povertà o la mancanza di alcune textures, la rigidità di alcune animazioni e la semplicità costruttiva di alcune strutture. La buona atmosfera visiva è supportata da ottimi effetti sonori che riproducono molto fedelmente il fracasso dei pesanti carri o delle pale degli elicotteri, il sibilo dei proiettili ed il frastuono delle esplosioni, le voci concitate dei fanti e le richieste di aiuto delle unità in difficoltà. Molto buono il doppiaggio in lingua italiana che propone voci azzeccate, in particolare nelle cut scenes, ed un’ottima varietà di espressioni. Leggermente sottotono invece i brani musicali che fanno da colonna sonora.
Armistizio!
In un epoca in cui gli enormi costi di produzione di un titolo importante spingono i publisher ad andare sul sicuro, proponendo infinite serie di sequel, Ubisoft Shangai decide di andare controcorrente cercando di rivoluzionare un genere, quello degli RTS, ancorato da anni a schemi collaudati. Se consideriamo opzioni e contenuti, EndWar non aggiunge nulla di nuovo al genere ma l'approccio al gioco è unico. Il sistema di controllo vocale è preciso, immediato e divertente e premette di superare gli annosi problemi di adattamento della complessa pletora di comandi di uno strategico alla limitata versatilità dei joypad. Una certa semplificazione dell'aspetto strategico e tattico forse non verrà apprezzata dai patiti del genere ma EndWar, grazie ad una realizzazione tecnica di alto livello, a modalità offiline ed online divertenti e longeve è assolutamente consigliato tutti.
Grandi capi di stato e leggendari condottieri spesso, durante le tremende guerre che hanno sconvolto l’umanità, sono riusciti a ribaltare drammatiche situazioni sfavorevoli grazie alle loro parole pronunciate da una voce imponente capace di infondere sicurezza e speranza negli animi della gente. Controllate la respirazione e sorseggiate un po’ d’acqua fresca, oggi quella voce dovrà essere la vostra: EndWar è arrivato.
Venti di Guerra
Tutto inizia nel 2011, anno in cui gli Stati Uniti d’America e l’Unione Europea siglano un accordo che dovrebbe portare ad una pace internazionale: costruire uno scudo stellare in grado di impedire qualsiasi attacco missilistico nucleare. La Russia al contrario intensifica la ricerca e nel 2015 grazie ai suoi giacimenti di gas e petrolio controlla la maggior parte delle risorse naturali della terra mettendo in serio pericolo l’economia e la sicurezza mondiale. Per far fronte al pericolo l’Unione Europea decide di dare una svolta di carattere militare e politico ai legami tra i singoli stati diventando Federazione Europea, coalizione dotata finalmente di esercito unico in grado di difendere i confini dagli attacchi esterni. Sono le misure difensive studiate dagli Stati Uniti che aggravano definitivamente i gravi equilibri internazionali. Intervenire con unità speciali in meno di novanta minuti in qualsiasi zona della terra: è la forza di Freedom Star, stazione spaziale statunitense operativa dal 2020. Durante il trasporto del modulo finale un attacco terroristico distrugge la navetta: la Terza Guerra Mondiale ha inizio.
Pur attingendo alla vasta letteratura fanta-politica di Tom Clancy, appare subito evidente quanto gli eventi storici di EndWar non propongano nulla di originale e siano quanto di più stereotipato si possa immaginare in ambito bellico: tematiche care all’epoca della guerra fredda ormai viste, lette e giocate migliaia di volte. Nonostante la mancanza di originalità, il rapido susseguirsi degli eventi storici riesce comunque a creare un alto grado di coinvolgimento per tutta la durata della guerra: essere al comando di una superpotenza militare, ovviamente in ambito videoludico, raramente è stato così divertente e gratificante.
La mia parola è un ordine!
Da sempre genere per eccellenza per PC, gli strategici in tempo reale hanno sempre faticato ad imporsi nel mercato console, sia per la difficoltà di proporre un sistema di controllo all’altezza sia per un target sicuramente diverso rispetto all’utenza PC. Con l’avvento delle console next generation sembra però che ci sia stata un’inversione di tendenza e dopo il successo di EA con La Battaglia per la Terra di Mezzo 2, Tiberium Wars e l’ultimissimo Red Alert 3 è la volta di Ubisoft, che approfitta del fortunatissimo franchise Tom Clancy per esordire nel mondo degli RTS, rivoluzionandone completamente l’approccio. Come? Scopriamolo insieme.
Come le decine di strategici che lo hanno preceduto in questi anni su console e PC, EndWar ci accoglie con una completa sezione tutorial che spiega in modo molto chiaro ed esaustivo le funzionalità ed i numerosi controlli che avremo a disposizione durante le battaglie. State già guardando il vostro controller con occhi lucidi, rimpiangendo tastiera e mouse? Beh, non è il caso di preoccuparsi, Ubisoft Shangai ha rivoluzionato completamente il canonico sistema di controllo relegando il joypad a ruolo di comprimario e promuovendo la nostra voce, grazie a microfono e cuffie, a protagonista assoluta. Dopo una veloce ma accurata calibrazione della stessa, necessaria affinché il sistema riconosca il nostro timbro vocale durante le fasi di gioco, una voce amica ci guida nei meandri dei comandi vocali studiati per controllare con precisione le truppe.
La meccanica per accedervi ricorda molto da vicino quella che si utilizza per i messaggi radio e nei walkie-talkie: la pressione del pulsante RT attiva lo schema piuttosto semplice dei comandi, visualizzati sullo schermo attraverso degli intuitivi menu a tendina, e poi toccherà alla nostra voce decidere cosa fare. All’inizio lo scetticismo nei confronti di un sistema così atipico porta a procedere con una certa circospezione e lentezza, dettate dalla necessità di fugare qualsiasi dubbio riguardo alla precisione e ai tempi di risposta della CPU ai nostri ordini. Durante le prime battaglie caratterizzate da un numero cospicuo di truppe, in cui la tempestività dell’azione è essenziale, faticheremo a credere a quello che stiamo facendo: rapidi ordini perentori scanditi senza remore dalla nostra voce muovono con accuratezza tutte le unità, senza guardare minimamente le diverse tendine dei comandi! Il feeling con l’originale sistema di controllo, infatti, è praticamente immediato e dopo le prime scaramucce, memorizzare i comandi è automatico: “unità uno, attaccare nemico 2” oppure “unità 2 più unità 3, ripiegare”; tale rapidità nell’apprendimento nasconde il suo segreto nell’eccellente riconoscimento vocale realizzato per l’occasione dai programmatori, che ci consente di parlare senza pause tra un comando e l’altro. Le uniche volte in cui sentiremo in cuffia una voce che ci avverte dell’impossibilità ad eseguire gli ordini appena impartiti, deriveranno dal fatto di aver “selezionato” unità sconfitte o non presenti in campo oppure perché impossibili in quella determinata situazione. Come accennato sopra, il joypad ha un ruolo piuttosto marginale nel sistema di controllo studiato per EndWar e viene usato esclusivamente per attivare i comandi vocali, cambiare le visuale di gioco e muoversi nei menu, tra una missione e l’altra.
War Games
Denominato “Prologo alla Guerra”, il tutorial si articola in dodici missioni in cui avremo la possibilità di utilizzare, alternativamente, gli eserciti europei, americani e russi: si tratta degli eventi storici che portano all’inevitabile Terza Guerra Mondiale in cui assumeremo, a nostra scelta, il comando di una delle tre superpotenze nelle trenta missioni totali.
Il nostro centro operativo è rappresentato da un globo terrestre strutturato e suddiviso secondo uno stile caro a Risiko, in cui potremo scegliere quale missione e quale nemico affrontare a seconda dei successi precedenti. A differenza della maggior parte di strategici in tempo reale usciti in questi ultimi sedici anni, dai tempi di Dune 2 passando per Age of Empires fino ad arrivare a Red Alert 3, in EndWar non si deve raccogliere nessun genere di risorsa per finanziare la costruzione di edifici strategici e di eserciti, ma alla maniera che ricorda Ground Control per PC, si devono gestire unicamente le unità militari in base alle loro diverse caratteristiche. Fucilieri, genieri, artiglieri, carri armati, veicoli di comando e di trasporto ed elicotteri sono i mezzi che dovremo gestire con attenzione fino alla vittoria finale attraverso un sistema di potenziamento relazionato alle “promozioni” guadagnate sul campo di battaglia. Dopo ogni successo avremo dei crediti per acquistare i miglioramenti delle nostre unità la cui esperienza accumulata nelle missioni consentirà di accedere a upgrade sempre migliori, come ad esempio delle truppe elitarie da utilizzare nei momenti strategicamente più delicati. L’utilizzo di tali unità speciali va calcolato con precisione dal momento che una volta sconfitti saranno completamente perduti fino alla fine delle ostilità.
Gli equilibri delle forze in campo reagiscono in base alle collaudatissime regole della morra cinese in cui il triangolo “sasso-carta-forbice” è rappresentato dalle diverse unità militari; diventa fondamentale pertanto memorizzare, ad esempio, il fatto che i fucilieri sono efficaci nell'abbattimento degli elicotteri e nello sterminio dei genieri ma terribilmente deboli se affrontati dai tank, che a loro volta si trovano in estremo pericolo contro gli attacchi aerei. Lo schema di gioco è dunque piuttosto semplice ed intuitivo anche per tutti coloro che sono alla prima esperienza con un RTS, da sempre uno dei generi più complessi nell’articolato universo videoludico; alcune considerazioni negative derivano però proprio da questa semplificazione: i tipi di truppe a disposizione sono decisamente inferiori rispetto a quanto si vede generalmente in altri titoli ed inoltre, le tre superpotenze, non godono tra loro di una diversificazione e caratterizzazione delle unità militari, il che avrebbe permesso un approccio al gioco meno meccanico e scontato. Appare evidente la scelta del team di sviluppo di dare priorità assoluta all’efficacia del sistema di controllo vocale rispetto alla varietà delle unità, in modo da evitare un eccessivo numero di comandi con il conseguente rischio di perdere immediatezza nei tempi di riconoscimento e risposta. Durante gli scontri a fuoco gli schieramenti si comportano in modo credibile mentre negli spostamenti tattici nelle varie aree degli scenari non sempre l’IA è all’altezza della situazione in quanto non è raro veder le truppe prendere la strada più lunga o pericolosa, incuranti delle difficoltà logistiche proposte dagli scenari.
Nel corso della Terza guerra mondiale di EndWar dovremo affrontare quattro tipologie di missioni diverse. In Conquista il nostro obiettivo è prendere il controllo di stazioni radio strategiche dislocate nella mappa prima che lo facciano le forze nemiche; in Assalto è tutto molto più semplice: dovremo annientare con qualsiasi mezzo tutto ciò che è ostile; Raid ci costringe a sabotare una base nemica mentre in Assedio dovremo conquistarla senza dover pensare alla fase difensiva. La strategia utile da adottare è dettata oltre che dalle caratteristiche delle forze in campo anche dall’utilizzo delle armi di distruzioni di massa. Quando uno dei due schieramenti in campo è in grave difficoltà, si entra in fase Defcom 1 in cui è possibile ribaltare la situazione a proprio favore facendo ricorso ad armi devastanti come blackout elettronico, bombardamenti aerei, appoggio di unità terrestri, dispositivi tattici nucleari, armi ad energia cinetica satellitare “Rods from God” e satelliti T.H.E.L., Tactical High Energy Lasers. Per non correre il rischio di vedere tutte le nostre unità distrutte in pochissimo tempo, la strategia migliore è quella di evitare assembramenti in poco spazio e cercare una dislocazione più intelligente. L’intenzione di Ubisoft Shangai di catapultare il giocatore nel cuore della battaglia traspare in tutti aspetti di EndWar, tra i quali il più evidente è l’impostazione della telecamera: attraverso il comando “inquadra” ci si porta nei pressi dell’unità selezionata e col pad si determina l’altezza della telecamera. Il problema è che possiamo vedere solamente le zone coperte dalle nostre unità ed in nessun modo è possibile spostarsi con efficacia nello scenario per studiare eventuali strategie o per spiare le mosse nemiche. Tale scelta è sicuramente coerente con lo spirito del titolo, però è evidente l’impossibilità di raggiungere un elevato controllo strategico e tattico della situazione.
Coalizioni!
EndWar propone una divertentissima modalità di gioco online denominata "Teatro di Guerra" in cui, dopo aver scelto la nostra fazione, parteciperemo ad una vera e propria guerra mondiale contro chi avrà scelto di combattere per le altre due superpotenze, a noi nemiche. Ogni 24 ore "reali" il sistema analizzerà i risultati di tutte le battaglie online e determinerà le nuove linee del fronte in base ai risultati. Per tutti coloro che preferiscono giocare in compagnia, è prevista la possibilità di invitare un proprio amico ed affrontare il Teatro di Guerra in avvincenti 2 contro 2. Teatro di guerra riesce a far dimenticare le piccole lacune che affliggono EndWar e lo rende praticamente infinito.
Chi invece non intende impegnarsi in devastanti conflitti a lungo termine può scegliere di combattere in modalità "schermaglia", personalizzabili in qualsiasi aspetto.
Capitali
Gli scenari di guerra in cui ci troveremo a combattere ci portano indietro nel tempo, ai crudi documentari risalenti alle tragiche guerre del ventesimo secolo. Avanzeremo con il nostro esercito nelle strade di Mosca dando un’occhiata al Cremlino, attraverso gli Champs Elisées parigini guardando la Tour Eiffel, ci ripareremo dietro il Campidoglio a Washington e ancora ci troveremo nelle valli innevate finlandesi, nella campagna spagnola o nel porto di Sebastopoli. Da un punto di vista “panoramico”, la realizzazione grafica degli scenari è quanto di meglio si possa chiedere ad un gioco strategico ed in effetti, finché la visuale della telecamera rimane alta, sembra di assistere ad un film: scenari evocativi, movimento delle truppe realistico, svolgimento dell’azione fluido, effetti particellari delle esplosioni eccellenti. Purtroppo nelle situazioni in cui ci troveremo a seguire le unità di terra, in particolare la fanteria, la visuale ravvicinata evidenzia la povertà o la mancanza di alcune textures, la rigidità di alcune animazioni e la semplicità costruttiva di alcune strutture. La buona atmosfera visiva è supportata da ottimi effetti sonori che riproducono molto fedelmente il fracasso dei pesanti carri o delle pale degli elicotteri, il sibilo dei proiettili ed il frastuono delle esplosioni, le voci concitate dei fanti e le richieste di aiuto delle unità in difficoltà. Molto buono il doppiaggio in lingua italiana che propone voci azzeccate, in particolare nelle cut scenes, ed un’ottima varietà di espressioni. Leggermente sottotono invece i brani musicali che fanno da colonna sonora.
Armistizio!
In un epoca in cui gli enormi costi di produzione di un titolo importante spingono i publisher ad andare sul sicuro, proponendo infinite serie di sequel, Ubisoft Shangai decide di andare controcorrente cercando di rivoluzionare un genere, quello degli RTS, ancorato da anni a schemi collaudati. Se consideriamo opzioni e contenuti, EndWar non aggiunge nulla di nuovo al genere ma l'approccio al gioco è unico. Il sistema di controllo vocale è preciso, immediato e divertente e premette di superare gli annosi problemi di adattamento della complessa pletora di comandi di uno strategico alla limitata versatilità dei joypad. Una certa semplificazione dell'aspetto strategico e tattico forse non verrà apprezzata dai patiti del genere ma EndWar, grazie ad una realizzazione tecnica di alto livello, a modalità offiline ed online divertenti e longeve è assolutamente consigliato tutti.

