Premettiamo una cosa: non sappiamo quanto il cinema attinga dai
videogiochi o viceversa, ma sta di fatto che se avete visto Blood
Diamond, converrete con noi che Far Cry 2 sembra a dir poco una
trasposizione ufficiale.
Il sangue c’è, i diamanti pure, le armi a non finire, l’Africa fa da cornice in un contesto tanto paradisiaco quanto infernale e il protagonista … beh, per fortuna i ragazzi di Ubisoft hanno cambiato almeno quello.
Non che Leonardo di Caprio fosse un cattivo attore, ma come alter-ego alla “John Rambo” in un contesto video ludico forse sarebbe stato un “pochino” fuori luogo.
In ogni caso la pellicola hollywoodiana e il nuovo Far Cry hanno tanti punti in comune, e non solo da un puro punto di vista estetico, ma anche e soprattutto come “trasmettitori di adrenalina”. Entrambi, infatti, mettono in luce la disumana brutalità delle guerre locali, piazzando il giocatore/spettatore sempre in primo piano e facendolo sentire sempre a poco agio con il contesto bellico generale.
Se avete il fegato per sopportare questa violenza, il caldo asfissiante e alcune malattie parassitarie allora siete i benvenuti.
L’Africa ha aperto le porte, ma sappiate che non sarà facile uscirne.
Diamanti insanguinati
Far Cry 2 è stato sviluppato da Ubisoft di Montreal, o se preferite da Crytek, lo stesso team che ha diretto l’originale Far Cry o il più recente Crysis. Ci teniamo a precisare che, nel momento in cui avevamo saputo della realizzazione di un sequel, ci siamo un po’ innervositi. Questo è accaduto perché in genere si tende ad aspettare un seguito come qualcosa di molto simile all’originale, ma spesso lo sviluppo di un franchising porta a delle idee e dei progetti che si perdono per strada, e che non hanno più niente a che vedere con la versione iniziale alla quale eravamo abituati.
Non neghiamo di essere stati un po’ pessimisti, e abbiamo pensato che saremmo andati incontro all’ennesimo fallimento commerciale.
Ma cogliamo queste considerazioni proprio per precisare che Far Cry 2 non ha niente in comune con il primo capitolo della serie, anzi, come già detto sembra più ispirato a Blood Diamond piuttosto che al successo del 2004.
Questa volta non andremo incontro a mutanti o esperimenti genetici di alcun tipo, e il nostro personaggio è tutt’altro che una persona qualunque con una storia alle spalle, ma un mercenario convinto con l’intento di uccidere un trafficante di armi.
Del primo Farcry il sequel eredita in parte l’approccio tattico alle missioni, la libertà di movimento in relazione all’azione e un certo fascino immancabile per le giungle.
Non è un FPS, anche se lo è!
Vi preghiamo di venire incontro alla nostra considerazione, anche se appare paradossale: Far Cry 2 è un FPS, ma in realtà non può essere marchiato ad occhi chiusi con il bollino di “sparatutto in prima persona”. Certo, sarà commercializzato come tale su siti web e negozi di ogni sorta, ma molti fan del genere FPS che si identificano con questo approccio al gioco si ritroveranno spiazzati.
È anche vero che in Far Cry 2 si vive un mondo virtuale da un punto di vista soggettivo oltre ad andare in giro a sparare a destra e manca. Ma ve lo ripetiamo: non è uno sparatutto in prima persona.
Questo accade perché il nuovo titolo Ubisoft si divide in più generi differenti, alternando fasi in cui bisogna scaricare tutta la scorta di proiettili in nostro possesso, ad altre in cui potremo superare una missione solo gestendo con parsimonia le armi, la salute e la strada che percorriamo. Per alcuni versi potremmo definirlo come una conversione in prima persona di Metal Gear Solid, in quanto sarà possibile aggirare il nemico e sorprenderlo senza essere notati minimamente.
Ma per alcuni versi è anche un gioco free roaming, una sconfinata area esplorabile a proprio piacimento e con qualsiasi mezzo, che sia di aria, terra o acqua.
La storia di Far Cry 2 vi piazza nel bel mezzo di una guerra locale africana, in cui due fazioni lottano per un motivo che oramai è sfuggito persino al loro controllo. Il vostro obiettivo in questo inferno sarà quello di uccidere un criminale conosciuto con il nome di The Jackal (Lo Sciacallo) che rifornisce di armi entrambe le fazioni. Una trama molto risicata e povera di pathos, ma ad ogni modo credibile e verosimile.
Inizialmente vi troverete spaesati e spiazzati senza alcuna arma, con la malaria da debellare e completamente da soli. Ma basterà poco perché vi rendiate conto di quanto sia facile farsi degli amici, e di conseguenza, dei numerosissimi nemici.
Un pizzico di GDR
Uno degli aspetti positivi di Far Cry 2, caratteristica che tra l’altro aveva reso celebre il primo capitolo, è la possibilità di esplorare in piena libertà un mondo ampio 50 chilometri quadrati.
Ragazzi, ve lo riscriviamo un'altra volta perché sia chiaro che non stiamo scherzando: 50 chilometri quadrati. In pratica come andare da Milano a Novara in auto (!).
Il titolo Ubisoft è difatti l’unico tra gli FPS in commercio a godere di questa totale spazialità, che si rivela non solo uno strumento di divertimento, o se preferite “passatempo”, ma soprattutto un ottimo metodo per affrontare le missioni sempre in modo insolito, personale e diverso anche ricaricando da un ultimo salvataggio.
Non a caso l’integrità del titolo è strutturata come un classico gioco di ruolo, non tanto per quel che concerne le abilità/qualità del nostro personaggio, ma per la suddivisione delle missioni, vere e proprie “quest” piazzate in varie location della gigante mappa e quindi attivabili solo nel momento in cui le avremo raggiunte fisicamente.
I primi momenti si riveleranno molto ripetitivi e simili tra loro, in quanto per la maggior parte delle volte andrete incontro alla solita routine: prendi un’arma, ruba un veicolo, recati in un posto ben preciso e uccidi il tale nemico. Ma cercate di non demordere e di avere un briciolo di pazienza, perché una volta entrati nel meccanismo di Far Cry 2 non riuscirete più a farne a meno.
Il merito va senza dubbio attribuito ad una profondità non indifferente che, come abbiamo accennato poc’anzi, prende spunto dai più corposi GDR e lo rimodella in chiave sparatutto.
Le armi in vostro possesso si divideranno in quattro categorie, assegnate ognuna su un tasto direzionale, rispettivamente arma pesante, arma leggera, arma bianca e arma speciale. Questo vuol dire che nel vostro carico personale potrete portare un massimo di quattro “gingilli” per volta, e conseguire le missioni decidendo con rigore cosa escludere o privilegiare prima di affrontare una sparatoria.
Per esempio potrete alternare la pistola automatica all’AK, il lanciafiamme al machete da macellaio, ma se decidete di imbracciare il fucile a pompa dovrete rinunciare alla mitragliatrice di turno.
Il team Ubisoft si rivelato un centro di balistica: gli strumenti di morte e devastazione sono circa una trentina, un numero esaustivo e completo soprattutto se consideriamo che abbiamo a che fare con complete e fedeli riproduzioni reali. Tutte sono molto credibili e funzionali, e la loro varietà contribuirà spesso alla riuscita delle missioni.
Inizialmente potrete godere di una minima parte delle armi, e quelle che troverete in giro il più delle volte si incepperanno proprio nel bel mezzo di uno scontro a fuoco, in quanto vecchie ed usurate dal tempo . Ma se guadagnerete abbastanza soldi, o meglio dire “diamanti” (l’unica moneta d’interesse locale), potrete persino comprarvi delle casse speciali e fare rifornimento di munizioni e armi nuove di zecca quando ne avrete voglia o necessità.
Non mancheranno anche dei punti di controllo e di salvataggio, qui rappresentati attraverso delle postazioni fisiche a mo’ di capanne o baracche, in cui avrete la possibilità di farvi una dormita su una sudicia brandina e far scorrere velocemente il tempo. Sì, perché in Far Cry 2 è presente un ciclo giornaliero di 24 ore (ovviamente non in tempo reale), con tanto di alternanza tra giorno e notte, pioggia e sereno.
Anche questo aspetto non è solo un mero sfizio “estetico”, ma ha notevoli ripercussioni sul gameplay, in quanto sarà possibile affrontare le missioni alla luce del sole o completamente nascosi nel buio della notte.
Quanto tempo mi costi
Ricordiamoci che Far Cry 2 nasce come sparatutto, per quanto atipico possa essere, e quindi come tale bisogna valutarlo anche sul piano dell’azione pura.
Le meccaniche sull’utilizzo delle armi, dei veicoli e dell’interazione con l’ambiente sono ben oliate, pur se a volte lasciano perplessi se utilizzate contemporaneamente. Il concetto è questo: se sparate con qualsiasi arma il gioco fila liscio, se guidate un veicolo tutto procede bene, ma se fate le cose insieme vi renderete conto che qualcosa non va come dovrebbe.
La colpa va imputata ad un utilizzo troppo distaccato delle due componenti, che risultano poco amalgamate tra di loro in termini di giocabilità e divertimento. Ci viene in mente l’intramontabile Halo, non necessariamente l’ultimo capitolo della serie, che invece disponeva di un sistema di guida dei veicoli e di azione in prima persona talmente ben implementati tra di loro da non far sentire la minima differenza di gioco, e quindi lasciando scorrere fluido il divertimento.
I nemici che affronterete saranno belli tosti, anche se a dirla tutta ci sono sembrati stranamente "invulnerabili" persino nei confronti di massicce ondate di proiettili, e invece poco intelligenti per rispondere ai nostri attacchi. In sostanza l’intelligenza del nemico si traduce più nella spropositata resistenza piuttosto che nalla bravura in termini di mira e di potenza di fuoco.
La presenza di avversari è sporadica e il più delle volte si concentrerà in zone urbanizzate, ma non aspettatevi di combattere contro interi eserciti.
Per stanarli, o anche semplicemente per aggirarli, vi converrà dare un continuo sguardo al vostro GPS di fiducia, rigorosamente collocato sul cruscotto di ogni veicolo a disposizione o attraverso una mappa cartacea ingrandibile e riducibile a proprio piacimento.
In questo modo sarete sempre a conoscenza delle strade da percorrere, della presenza di ostacoli da evitare o, perché no, di interi fiumi da attraversare.
Il bello di viaggiare per effettivi 50 chilometri quadrati vi mette nella condizione tale di essere “onnipotenti” nei confronti del gioco, cioè di sentirvi “padroni” e liberi di andare dove vi pare, ma al contempo si rivela un’arma a doppio taglio. Proprio a causa dell’abnorme livello messo nelle vostre mani, vi sentirete in parte dei piccoli e insignificanti esserini: pur di portare a termine una semplice missione dovrete esclusivamente viaggiare per lunghi ed estenuanti minuti per raggiungere una meta.
Per ricorrere a questo inconveniente gli sviluppatori hanno pensato di implementare una sorta di circuito di mezzi pubblici (dei bus diroccati) che vi trasporteranno in punti ben precisi della mappa, a prescindere dalla distanza e dal tempo necessario. A dirla tutta, però, questo si rivela un espediente alquanto inutile, dato che sarà più complesso raggiungere una stazione degli autobus per poi recarsi a destinazione, piuttosto che andarci di persona anche impiegandoci qualche minuto in più.
Il fattore longevità è di certo elevato, ma parliamoci chiaro: ad essere onesti il tempo impiegato per NON fare qualcosa come esplorare, viaggiare, andare gironzolando e scovare posti nuovi, sarà nettamente inferiore all’effettivo compimento di missioni, sparatorie e azione in generale.
Quindi Far Cry 2 si presenta come un gioco talmente aperto da risultare a volte fin troppo dispersivo e che ai meno pazienti o comunque ai giocatori che preferiscono semplicemente “spaccare tutto” potrà infastidire già dopo una decina di ore.
Gli altri, invece, troveranno pane per i propri denti, anzi li renderà felici sapere che il totale di tempo impiegato per spulciare il titolo al 100% raggiunge un ammontare di ben cinquanta ore.
Multiplayditor
Quei “bravi ragazzi” di Ubisoft ci regalano la bellezza di uno strumento che permette la realizzazione di intere mappe personalizzate da condividere con amici come luogo dei nostri scontri online.
Plasmare a proprio piacimento un mondo non è mai stato così divertente e dettagliato: avrete a disposizione tutto il necessario per generare terreni, agenti atmosferici, strutture, veicoli, armi e regole come meglio credete, con una realizzazione finale che accontenterà anche i più esigenti.
Tempo fa gli sviluppatori mostrarono attraverso un video le caratteristiche di questo editor, mettendone in luce le potenzialità creative che riserba: è stato possibile, per esempio, costruire interamente le tre piramidi egiziane, con tanto di vegetazione tipica circostante e deserto sconfinato nei paraggi.
Se invece non vi sentite molto creativi e volete dedicarvi subito all’azione l’onine propone comunque alcune modalità di scontro diretto, dal classico Deathmatch, passando per Cattura il Diamante (altro non è che il popolare “cattura la bandiera”) e Uprising, in cui bisognerà scortare un “vip” dall’assalto di truppe nemiche.
Forse ci si poteva impegnare di più, almeno per quel che concerne la realizzazione di più modalità, magari fuoriuscendo dalla semplice categoria “sparatutto”, e implementando alcune sfide alternative come per esempio gare tra veicoli dello stesso tipo.
In ogni caso, qui l’editor rientra a fagiolo, e infatti compensa questa mancanza mettendo a disposizione dell’utente “le armi” per personalizzare il proprio modo di giocare, qualunque esso sia.
Chi ha detto che nel deserto non c’è niente da vedere?
Nel mondo dei PC, qualche anno fa il binomio Far Cry/grafica da urlo era divenuto una sorta di dogma per un cultore di videogiochi. Nel primo capitolo, infatti, gli sviluppatori proprietari di un motore chiamato in occasione Cry Engine erano riusciti a lasciare a bocca aperta l’intero panorama videoludico mondiale soddisfacendo tutta quell’utenza di giocatori che dedicava vita, tempo e denaro all’acquisto e montaggio di nuove schede video, memorie ram e processori all’ultimo grido.
In poche parole, quando si parlava di “grafica” su PC il metro di giudizio estremo partiva sempre dal titolo Ubisoft, considerato all’epoca una sorta di “dio dei poligoni e delle texture”.
Il motore del gioco di Far Cry 2 è stato quasi completamente ridisegnato, diremmo che solo il due o il tre percento del codice generale è rimasto invariato nel nuovo engine proprietario chiamato per l'occasione Dunia(a quanto pare dovremmo aspettarci un motore chiamato "Snowy" nel caso di un prossimo Far Cry innevato).
Rispetto ai colori accesi e paradisiaci del precedente capitolo, questa volta andrete incontro a intere aree deserte, altre più rigogliose, ma comunque con colori caldi e aridi tipici della flora africana.
Lo stesso team di sviluppo è andato personalmente nel continente nero per documentare coi propri occhi la conformazione territoriale e geografica dei luoghi, ritornandosene poi a casa con una caterva di materiale eccellente per una corretta e fedele riproduzione.
Non possiamo negarlo: il lavoro svolto è encomiabile, la resa grafica è paragonabile alla realtà e nel complesso si ha la sensazione di trovarsi sotto un sole che picchia a quaranta gradi in compagnia del rumore assordante delle cicale. Per non parlare delle zone litorali, o comunque nei pressi di fiumi dall’acqua apparentemente “sporca” a causa di un fondale formato da terra scura, e la vegetazione che si perde a vista d’occhio tra uno scoglio e l’altro.
I veicoli, le armi, le zone urbane e tutti gli oggetti sono realizzati con una cura molto dettagliata, così come le animazioni dei personaggi e le loro fattezze, molto credibili e ben amalgamate tra di loro e al comparto tecnico complessivo.
Una menzione d’onore va data all’utilizzo di un sistema dinamico di luci/ombre che riesce a riprodurre fedelmente i colori delle varie ore della giornata, regalando al giocatore l’emozione di panorami mozzafiato che si perdono all’orizzonte sotto la luce di caldi tramonti, albe, tempeste e notti stellate che lasciano letteralmente senza parole. L’erba è vera, è palpabile così come gli alberi e alcuni animali che incontrerete nel caso in cui il vostro obiettivo sia quello di passare un "safari" in solitudine, o al massimo in compagnia del vostro lanciafiamme di fiducia.
E a proposito di fuoco, anche qui il team Ubisoft ci sorprende con effetti speciali: le fiamme divampano e si fanno strada tra gli arbusti rinsecchiti, andando a propagarsi spontaneamente e con movimenti casuali bruciando la vegetazione circostante come mai nessun gioco ha saputo fare. I rami degli alberi si spezzano allo sparo di qualche proiettile e la fisica generale degli ambienti reagisce alla perfezione come nella realtà.
Anche se abbiamo cosparso Far Cry 2 di elogi di qualsiasi tipo dobbiamo però asserire che non riesce a stupire come invece ci riuscì il primo episodio su PC ben quattro anni fa. Sarà che frattanto ci siamo abituati “troppo” a una grafica elaborata e fotorealistica, o che non riusciamo quasi più ad avere un metro di giudizio distaccato, ma il comparto tecnico del nuovo titolo Ubisoft è sicuramente perfettibile, ma non perfetto.
Riguardo l’audio, ci troviamo di fronte a un lavoro tutto sommato ben riuscito, con un parlato in italiano scandito e recitato sempre con enfasi e credibilità. La colonna sonora, invece, non è propriamente il massimo, anche se tuttavia non stona con il resto e riesce ad ogni modo nell’impresa di immergere il giocatore nell’azione, momento in cui proprio la musica prende maggior ritmo.
I suoni e gli effetti audio, invece, meritano un’ulteriore "sviolinata": sono quanto di più credibile si sia sentito in circolazione: spari, sgommate, esplosioni, temporali e tutto un intero mondo è stato arricchito con suoni perfetti e sensazionali.
Se provate a chiudere gli occhi alzando il volume della vostra tv, capirete lo stupore alla quale siamo andati incontro.
Riapriteli però, perché è probabile che qualcuno vi stia già sparando.
Il dubbio
Arrivati alle conclusioni, molti di voi si domanderanno se il nuovo Far Cry sia riuscito nell’impresa di conquistarsi il podio come miglior sparatutto "d'effetto" di sempre.
Benché siano moltissimi i pregi riscontrati, il titolo Ubisoft riserba anche alcuni difetti, forse non propriamente da un punto di vista tecnico, ma per quanto concerne la giocabilità.
La grossa pecca di Far Cry 2, infatti, è proprio quella di offrire al giocatore tanta, anzi tantissima carne a cuocere, per poi invece ridurgliela drasticamente nel momento in cui si parla di azione allo stato puro.
Senza dubbio abbiamo a che fare con un gioco divertente, ma con una lentezza che potrebbe annoiare chi, invece, concepisce lo sparatutto in modo tradizionale.
Consigliato a chi ama le zebre, il caldo dell’estate, lunghi fiumi dall’acqua incontaminata e tonnellate di armi per devastare quanto detto.
Buona gita a tutti.
PRO
Il sangue c’è, i diamanti pure, le armi a non finire, l’Africa fa da cornice in un contesto tanto paradisiaco quanto infernale e il protagonista … beh, per fortuna i ragazzi di Ubisoft hanno cambiato almeno quello.
Non che Leonardo di Caprio fosse un cattivo attore, ma come alter-ego alla “John Rambo” in un contesto video ludico forse sarebbe stato un “pochino” fuori luogo.
In ogni caso la pellicola hollywoodiana e il nuovo Far Cry hanno tanti punti in comune, e non solo da un puro punto di vista estetico, ma anche e soprattutto come “trasmettitori di adrenalina”. Entrambi, infatti, mettono in luce la disumana brutalità delle guerre locali, piazzando il giocatore/spettatore sempre in primo piano e facendolo sentire sempre a poco agio con il contesto bellico generale.
Se avete il fegato per sopportare questa violenza, il caldo asfissiante e alcune malattie parassitarie allora siete i benvenuti.
L’Africa ha aperto le porte, ma sappiate che non sarà facile uscirne.
Diamanti insanguinati
Far Cry 2 è stato sviluppato da Ubisoft di Montreal, o se preferite da Crytek, lo stesso team che ha diretto l’originale Far Cry o il più recente Crysis. Ci teniamo a precisare che, nel momento in cui avevamo saputo della realizzazione di un sequel, ci siamo un po’ innervositi. Questo è accaduto perché in genere si tende ad aspettare un seguito come qualcosa di molto simile all’originale, ma spesso lo sviluppo di un franchising porta a delle idee e dei progetti che si perdono per strada, e che non hanno più niente a che vedere con la versione iniziale alla quale eravamo abituati.
Non neghiamo di essere stati un po’ pessimisti, e abbiamo pensato che saremmo andati incontro all’ennesimo fallimento commerciale.
Ma cogliamo queste considerazioni proprio per precisare che Far Cry 2 non ha niente in comune con il primo capitolo della serie, anzi, come già detto sembra più ispirato a Blood Diamond piuttosto che al successo del 2004.
Questa volta non andremo incontro a mutanti o esperimenti genetici di alcun tipo, e il nostro personaggio è tutt’altro che una persona qualunque con una storia alle spalle, ma un mercenario convinto con l’intento di uccidere un trafficante di armi.
Del primo Farcry il sequel eredita in parte l’approccio tattico alle missioni, la libertà di movimento in relazione all’azione e un certo fascino immancabile per le giungle.
Non è un FPS, anche se lo è!
Vi preghiamo di venire incontro alla nostra considerazione, anche se appare paradossale: Far Cry 2 è un FPS, ma in realtà non può essere marchiato ad occhi chiusi con il bollino di “sparatutto in prima persona”. Certo, sarà commercializzato come tale su siti web e negozi di ogni sorta, ma molti fan del genere FPS che si identificano con questo approccio al gioco si ritroveranno spiazzati.
È anche vero che in Far Cry 2 si vive un mondo virtuale da un punto di vista soggettivo oltre ad andare in giro a sparare a destra e manca. Ma ve lo ripetiamo: non è uno sparatutto in prima persona.
Questo accade perché il nuovo titolo Ubisoft si divide in più generi differenti, alternando fasi in cui bisogna scaricare tutta la scorta di proiettili in nostro possesso, ad altre in cui potremo superare una missione solo gestendo con parsimonia le armi, la salute e la strada che percorriamo. Per alcuni versi potremmo definirlo come una conversione in prima persona di Metal Gear Solid, in quanto sarà possibile aggirare il nemico e sorprenderlo senza essere notati minimamente.
Ma per alcuni versi è anche un gioco free roaming, una sconfinata area esplorabile a proprio piacimento e con qualsiasi mezzo, che sia di aria, terra o acqua.
La storia di Far Cry 2 vi piazza nel bel mezzo di una guerra locale africana, in cui due fazioni lottano per un motivo che oramai è sfuggito persino al loro controllo. Il vostro obiettivo in questo inferno sarà quello di uccidere un criminale conosciuto con il nome di The Jackal (Lo Sciacallo) che rifornisce di armi entrambe le fazioni. Una trama molto risicata e povera di pathos, ma ad ogni modo credibile e verosimile.
Inizialmente vi troverete spaesati e spiazzati senza alcuna arma, con la malaria da debellare e completamente da soli. Ma basterà poco perché vi rendiate conto di quanto sia facile farsi degli amici, e di conseguenza, dei numerosissimi nemici.
Un pizzico di GDR
Uno degli aspetti positivi di Far Cry 2, caratteristica che tra l’altro aveva reso celebre il primo capitolo, è la possibilità di esplorare in piena libertà un mondo ampio 50 chilometri quadrati.
Ragazzi, ve lo riscriviamo un'altra volta perché sia chiaro che non stiamo scherzando: 50 chilometri quadrati. In pratica come andare da Milano a Novara in auto (!).
Il titolo Ubisoft è difatti l’unico tra gli FPS in commercio a godere di questa totale spazialità, che si rivela non solo uno strumento di divertimento, o se preferite “passatempo”, ma soprattutto un ottimo metodo per affrontare le missioni sempre in modo insolito, personale e diverso anche ricaricando da un ultimo salvataggio.
Non a caso l’integrità del titolo è strutturata come un classico gioco di ruolo, non tanto per quel che concerne le abilità/qualità del nostro personaggio, ma per la suddivisione delle missioni, vere e proprie “quest” piazzate in varie location della gigante mappa e quindi attivabili solo nel momento in cui le avremo raggiunte fisicamente.
I primi momenti si riveleranno molto ripetitivi e simili tra loro, in quanto per la maggior parte delle volte andrete incontro alla solita routine: prendi un’arma, ruba un veicolo, recati in un posto ben preciso e uccidi il tale nemico. Ma cercate di non demordere e di avere un briciolo di pazienza, perché una volta entrati nel meccanismo di Far Cry 2 non riuscirete più a farne a meno.
Il merito va senza dubbio attribuito ad una profondità non indifferente che, come abbiamo accennato poc’anzi, prende spunto dai più corposi GDR e lo rimodella in chiave sparatutto.
Le armi in vostro possesso si divideranno in quattro categorie, assegnate ognuna su un tasto direzionale, rispettivamente arma pesante, arma leggera, arma bianca e arma speciale. Questo vuol dire che nel vostro carico personale potrete portare un massimo di quattro “gingilli” per volta, e conseguire le missioni decidendo con rigore cosa escludere o privilegiare prima di affrontare una sparatoria.
Per esempio potrete alternare la pistola automatica all’AK, il lanciafiamme al machete da macellaio, ma se decidete di imbracciare il fucile a pompa dovrete rinunciare alla mitragliatrice di turno.
Il team Ubisoft si rivelato un centro di balistica: gli strumenti di morte e devastazione sono circa una trentina, un numero esaustivo e completo soprattutto se consideriamo che abbiamo a che fare con complete e fedeli riproduzioni reali. Tutte sono molto credibili e funzionali, e la loro varietà contribuirà spesso alla riuscita delle missioni.
Inizialmente potrete godere di una minima parte delle armi, e quelle che troverete in giro il più delle volte si incepperanno proprio nel bel mezzo di uno scontro a fuoco, in quanto vecchie ed usurate dal tempo . Ma se guadagnerete abbastanza soldi, o meglio dire “diamanti” (l’unica moneta d’interesse locale), potrete persino comprarvi delle casse speciali e fare rifornimento di munizioni e armi nuove di zecca quando ne avrete voglia o necessità.
Non mancheranno anche dei punti di controllo e di salvataggio, qui rappresentati attraverso delle postazioni fisiche a mo’ di capanne o baracche, in cui avrete la possibilità di farvi una dormita su una sudicia brandina e far scorrere velocemente il tempo. Sì, perché in Far Cry 2 è presente un ciclo giornaliero di 24 ore (ovviamente non in tempo reale), con tanto di alternanza tra giorno e notte, pioggia e sereno.
Anche questo aspetto non è solo un mero sfizio “estetico”, ma ha notevoli ripercussioni sul gameplay, in quanto sarà possibile affrontare le missioni alla luce del sole o completamente nascosi nel buio della notte.
Quanto tempo mi costi
Ricordiamoci che Far Cry 2 nasce come sparatutto, per quanto atipico possa essere, e quindi come tale bisogna valutarlo anche sul piano dell’azione pura.
Le meccaniche sull’utilizzo delle armi, dei veicoli e dell’interazione con l’ambiente sono ben oliate, pur se a volte lasciano perplessi se utilizzate contemporaneamente. Il concetto è questo: se sparate con qualsiasi arma il gioco fila liscio, se guidate un veicolo tutto procede bene, ma se fate le cose insieme vi renderete conto che qualcosa non va come dovrebbe.
La colpa va imputata ad un utilizzo troppo distaccato delle due componenti, che risultano poco amalgamate tra di loro in termini di giocabilità e divertimento. Ci viene in mente l’intramontabile Halo, non necessariamente l’ultimo capitolo della serie, che invece disponeva di un sistema di guida dei veicoli e di azione in prima persona talmente ben implementati tra di loro da non far sentire la minima differenza di gioco, e quindi lasciando scorrere fluido il divertimento.
I nemici che affronterete saranno belli tosti, anche se a dirla tutta ci sono sembrati stranamente "invulnerabili" persino nei confronti di massicce ondate di proiettili, e invece poco intelligenti per rispondere ai nostri attacchi. In sostanza l’intelligenza del nemico si traduce più nella spropositata resistenza piuttosto che nalla bravura in termini di mira e di potenza di fuoco.
La presenza di avversari è sporadica e il più delle volte si concentrerà in zone urbanizzate, ma non aspettatevi di combattere contro interi eserciti.
Per stanarli, o anche semplicemente per aggirarli, vi converrà dare un continuo sguardo al vostro GPS di fiducia, rigorosamente collocato sul cruscotto di ogni veicolo a disposizione o attraverso una mappa cartacea ingrandibile e riducibile a proprio piacimento.
In questo modo sarete sempre a conoscenza delle strade da percorrere, della presenza di ostacoli da evitare o, perché no, di interi fiumi da attraversare.
Il bello di viaggiare per effettivi 50 chilometri quadrati vi mette nella condizione tale di essere “onnipotenti” nei confronti del gioco, cioè di sentirvi “padroni” e liberi di andare dove vi pare, ma al contempo si rivela un’arma a doppio taglio. Proprio a causa dell’abnorme livello messo nelle vostre mani, vi sentirete in parte dei piccoli e insignificanti esserini: pur di portare a termine una semplice missione dovrete esclusivamente viaggiare per lunghi ed estenuanti minuti per raggiungere una meta.
Per ricorrere a questo inconveniente gli sviluppatori hanno pensato di implementare una sorta di circuito di mezzi pubblici (dei bus diroccati) che vi trasporteranno in punti ben precisi della mappa, a prescindere dalla distanza e dal tempo necessario. A dirla tutta, però, questo si rivela un espediente alquanto inutile, dato che sarà più complesso raggiungere una stazione degli autobus per poi recarsi a destinazione, piuttosto che andarci di persona anche impiegandoci qualche minuto in più.
Il fattore longevità è di certo elevato, ma parliamoci chiaro: ad essere onesti il tempo impiegato per NON fare qualcosa come esplorare, viaggiare, andare gironzolando e scovare posti nuovi, sarà nettamente inferiore all’effettivo compimento di missioni, sparatorie e azione in generale.
Quindi Far Cry 2 si presenta come un gioco talmente aperto da risultare a volte fin troppo dispersivo e che ai meno pazienti o comunque ai giocatori che preferiscono semplicemente “spaccare tutto” potrà infastidire già dopo una decina di ore.
Gli altri, invece, troveranno pane per i propri denti, anzi li renderà felici sapere che il totale di tempo impiegato per spulciare il titolo al 100% raggiunge un ammontare di ben cinquanta ore.
Multiplayditor
Quei “bravi ragazzi” di Ubisoft ci regalano la bellezza di uno strumento che permette la realizzazione di intere mappe personalizzate da condividere con amici come luogo dei nostri scontri online.
Plasmare a proprio piacimento un mondo non è mai stato così divertente e dettagliato: avrete a disposizione tutto il necessario per generare terreni, agenti atmosferici, strutture, veicoli, armi e regole come meglio credete, con una realizzazione finale che accontenterà anche i più esigenti.
Tempo fa gli sviluppatori mostrarono attraverso un video le caratteristiche di questo editor, mettendone in luce le potenzialità creative che riserba: è stato possibile, per esempio, costruire interamente le tre piramidi egiziane, con tanto di vegetazione tipica circostante e deserto sconfinato nei paraggi.
Se invece non vi sentite molto creativi e volete dedicarvi subito all’azione l’onine propone comunque alcune modalità di scontro diretto, dal classico Deathmatch, passando per Cattura il Diamante (altro non è che il popolare “cattura la bandiera”) e Uprising, in cui bisognerà scortare un “vip” dall’assalto di truppe nemiche.
Forse ci si poteva impegnare di più, almeno per quel che concerne la realizzazione di più modalità, magari fuoriuscendo dalla semplice categoria “sparatutto”, e implementando alcune sfide alternative come per esempio gare tra veicoli dello stesso tipo.
In ogni caso, qui l’editor rientra a fagiolo, e infatti compensa questa mancanza mettendo a disposizione dell’utente “le armi” per personalizzare il proprio modo di giocare, qualunque esso sia.
Chi ha detto che nel deserto non c’è niente da vedere?
Nel mondo dei PC, qualche anno fa il binomio Far Cry/grafica da urlo era divenuto una sorta di dogma per un cultore di videogiochi. Nel primo capitolo, infatti, gli sviluppatori proprietari di un motore chiamato in occasione Cry Engine erano riusciti a lasciare a bocca aperta l’intero panorama videoludico mondiale soddisfacendo tutta quell’utenza di giocatori che dedicava vita, tempo e denaro all’acquisto e montaggio di nuove schede video, memorie ram e processori all’ultimo grido.
In poche parole, quando si parlava di “grafica” su PC il metro di giudizio estremo partiva sempre dal titolo Ubisoft, considerato all’epoca una sorta di “dio dei poligoni e delle texture”.
Il motore del gioco di Far Cry 2 è stato quasi completamente ridisegnato, diremmo che solo il due o il tre percento del codice generale è rimasto invariato nel nuovo engine proprietario chiamato per l'occasione Dunia(a quanto pare dovremmo aspettarci un motore chiamato "Snowy" nel caso di un prossimo Far Cry innevato).
Rispetto ai colori accesi e paradisiaci del precedente capitolo, questa volta andrete incontro a intere aree deserte, altre più rigogliose, ma comunque con colori caldi e aridi tipici della flora africana.
Lo stesso team di sviluppo è andato personalmente nel continente nero per documentare coi propri occhi la conformazione territoriale e geografica dei luoghi, ritornandosene poi a casa con una caterva di materiale eccellente per una corretta e fedele riproduzione.
Non possiamo negarlo: il lavoro svolto è encomiabile, la resa grafica è paragonabile alla realtà e nel complesso si ha la sensazione di trovarsi sotto un sole che picchia a quaranta gradi in compagnia del rumore assordante delle cicale. Per non parlare delle zone litorali, o comunque nei pressi di fiumi dall’acqua apparentemente “sporca” a causa di un fondale formato da terra scura, e la vegetazione che si perde a vista d’occhio tra uno scoglio e l’altro.
I veicoli, le armi, le zone urbane e tutti gli oggetti sono realizzati con una cura molto dettagliata, così come le animazioni dei personaggi e le loro fattezze, molto credibili e ben amalgamate tra di loro e al comparto tecnico complessivo.
Una menzione d’onore va data all’utilizzo di un sistema dinamico di luci/ombre che riesce a riprodurre fedelmente i colori delle varie ore della giornata, regalando al giocatore l’emozione di panorami mozzafiato che si perdono all’orizzonte sotto la luce di caldi tramonti, albe, tempeste e notti stellate che lasciano letteralmente senza parole. L’erba è vera, è palpabile così come gli alberi e alcuni animali che incontrerete nel caso in cui il vostro obiettivo sia quello di passare un "safari" in solitudine, o al massimo in compagnia del vostro lanciafiamme di fiducia.
E a proposito di fuoco, anche qui il team Ubisoft ci sorprende con effetti speciali: le fiamme divampano e si fanno strada tra gli arbusti rinsecchiti, andando a propagarsi spontaneamente e con movimenti casuali bruciando la vegetazione circostante come mai nessun gioco ha saputo fare. I rami degli alberi si spezzano allo sparo di qualche proiettile e la fisica generale degli ambienti reagisce alla perfezione come nella realtà.
Anche se abbiamo cosparso Far Cry 2 di elogi di qualsiasi tipo dobbiamo però asserire che non riesce a stupire come invece ci riuscì il primo episodio su PC ben quattro anni fa. Sarà che frattanto ci siamo abituati “troppo” a una grafica elaborata e fotorealistica, o che non riusciamo quasi più ad avere un metro di giudizio distaccato, ma il comparto tecnico del nuovo titolo Ubisoft è sicuramente perfettibile, ma non perfetto.
Riguardo l’audio, ci troviamo di fronte a un lavoro tutto sommato ben riuscito, con un parlato in italiano scandito e recitato sempre con enfasi e credibilità. La colonna sonora, invece, non è propriamente il massimo, anche se tuttavia non stona con il resto e riesce ad ogni modo nell’impresa di immergere il giocatore nell’azione, momento in cui proprio la musica prende maggior ritmo.
I suoni e gli effetti audio, invece, meritano un’ulteriore "sviolinata": sono quanto di più credibile si sia sentito in circolazione: spari, sgommate, esplosioni, temporali e tutto un intero mondo è stato arricchito con suoni perfetti e sensazionali.
Se provate a chiudere gli occhi alzando il volume della vostra tv, capirete lo stupore alla quale siamo andati incontro.
Riapriteli però, perché è probabile che qualcuno vi stia già sparando.
Il dubbio
Arrivati alle conclusioni, molti di voi si domanderanno se il nuovo Far Cry sia riuscito nell’impresa di conquistarsi il podio come miglior sparatutto "d'effetto" di sempre.
Benché siano moltissimi i pregi riscontrati, il titolo Ubisoft riserba anche alcuni difetti, forse non propriamente da un punto di vista tecnico, ma per quanto concerne la giocabilità.
La grossa pecca di Far Cry 2, infatti, è proprio quella di offrire al giocatore tanta, anzi tantissima carne a cuocere, per poi invece ridurgliela drasticamente nel momento in cui si parla di azione allo stato puro.
Senza dubbio abbiamo a che fare con un gioco divertente, ma con una lentezza che potrebbe annoiare chi, invece, concepisce lo sparatutto in modo tradizionale.
Consigliato a chi ama le zebre, il caldo dell’estate, lunghi fiumi dall’acqua incontaminata e tonnellate di armi per devastare quanto detto.
Buona gita a tutti.
PRO
- Un documentario audiovisivo sull'Africa;
- Ottima longevità e libertà di movimento;
- Armi e veicoli vari e ben realizzati;
- Editor di mappe molto divertente.
- Multiplayer online un po' troppo vecchio stile;
- Alcune titubanze nell'intelligenza artificiale;
- Grafica e musiche a volte un po' piatte.
