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Recensioni Xbox360


Star Wars: Il Potere della Forza

Grafica: 9.6
Sonoro: 8.8
Innovazione: 7.3
Longevità: 6.2
Giocabilità: 7.5
Multiplayer-Online: n/a
7.9/10
Buono

A cura di Alessandro "Ardsheal" Sordelli

Nel mondo dell'intrattenimento mediatico, sono poche le cose più appassionanti della saga fantascientifica più famosa di sempre. Star Wars, da alcuni conosciuto solo come Guerre Stellari, ha creato standard e canoni non solo per il cinema e per la fantascienza, ma anche per i nuovi media, come il videogame.
LucasArts, casa di produzione videoludica di successo, famosa specialmente per le avventure grafiche della serie di Monkey Island, conta più di cento giochi tratti dai celebri film di fantascienza: il primo fu Star Wars: Jedi Arena su Atari 2600 e risale all'ormai lontano 1983 (anno d'uscita nelle sale cinematografiche de Il Ritorno dello Jedi). Da allora lo spazio è stato il campo di innumerevoli battaglie e Star Wars: the Force Unleashed (d'ora in poi SW:TFU), prodotto da Activision, promette nuovi e suggestivi scontri tra le forze dell'Impero e quelle dell'Alleanza. Siamo di fronte a un condensato di tutti i più recenti engine fisici e grafici presenti oggi nell'industria dei videogames, uniti per creare un prodotto dall'impianto tecnico solido e il più possibile realistico.

I più fanatici saranno lieti di sapere che Lucas, inesauribile e fantasiosa fonte creativa, ha messo mano di persona al plot di questo nuovissimo capitolo della saga e più precisamente dell'Expanded Universe. Generalmente la geniale mente dietro Star Wars si è sempre rifiutata di partecipare attivamente a tutte quelle storie di contorno al brand SW; ma questa volta il regista hollywoodiano ha voluto impreziosire la narrazione con una solida quanto decisa presenza.


Tanto tempo fa, in una galassia lontana, lontana...

Che siate fan sfegatati o meno dei film di George Lucas ricorderete sicuramente il terribile, drammatico "Ordine 66". Tutto ha inizio da qui, quando il neo imperatore Palpatine ordina ad Anakin Skywalker, da poco soprannominato Darth Vader, di eliminare ogni traccia dell'ordine dei Jedi dalla galassia: ogni cavaliere della giustizia e paladino dell'ordine deve morire, di modo che i Sith possano tornare a dominare l'universo.
Force Unleashed si colloca esattamente tra Episode III ed Episode IV fungendo quasi da capitolo introduttivo per molti degli elementi che caratterizzano la trilogia classica. L'impero si trova vicino all'apice del suo dominio dittatoriale nella galassia, la morte nera e la flotta imperiale sono in costruzione ma i nemici dell'impero sono ancora molti e sempre più agguerriti. Tra le fila di una ancor non consolidata Alleanza Ribelle, alcuni Jedi e pochi senatori fedeli alla vecchia repubblica cercano uno spiraglio nel quale attaccare direttamente il cuore della dittatura di Palpatine. E' a Darth Vader che aspetta il duro compito di eliminare questi dissidenti e quindi le prime radici della rivolta. In missione su Kashyyyk, trova inaspettatamente un bambino molto potente nella forza, fin da allora allievo di un maestro Jedi. Il signore oscuro dei Sith e Lord, Darth Vader, decide ti portar con sé questo piccolo umano per addestrarlo nella via del lato oscuro, il tutto nella maniera più segreta possibile, non solo alla galassia ma anche allo stesso imperatore. Sarà compito di questo segreto apprendista eliminare i Jedi rimasti nella galassia e ristabilire quindi in maniera universale, l'egemonia dei Sith e del lato oscuro della Forza.
E' bene ricordare che questo titolo, proprio come nel più recente film della saga Episodio III cerca di calcare come non mai sul lato oscuro della forza, spiegandone e rivelandone i misteri più reconditi e affascinanti.

SW:TFU è un gioco fortemente cinematografico, la cui componente narrativa svolge un ruolo di primaria importanza. Le cinematics e gli spezzoni filmici non sono particolarmente lunghi, tuttavia riescono ad essere esplicativi e molto esaurienti. Il plot narrativo riesce a consolidare l'intero prodotto e a renderlo il più simile possibile ad un settimo film dell'indimenticabile saga.
Come intuibile, nell'universo di Guerre Stellari continuano ad emergere nuovi segreti, trame nascoste, complotti dell'impero ai danni dell'imperatore stesso! Questo potrebbe rendere alquanto perplessi i fan più esigenti o particolarmente legati alla trilogia classica, in genere molto critici in merito a queste novità; ma nessuno vorrà mettere in dubbio il talento di George Lucas.

Questo nuovo capitolo di Star Wars, spiega e risana molti dei dubbi instauratisi nella mente degli appassionati di tutto il mondo, per esempio come è nata l'Alleanza Ribelle; rivela ulteriori interessanti dettagli su alcuni importanti personaggi della saga come Darth Vader, la principessa Leia e Bail Organa. Inoltre compaiono anche figure minori della vecchia e della nuova trilogia, seppur avessero svolto funzioni tutt'altro che ininfluenti nel succedersi degli eventi, e qui ci riferiamo in particolare a Mon Mothma e Shaak Ti.


Segui l'istinto

In un action game come SW:TFU, tutto ruota attorno al gameplay, che dev'essere al tempo stesso completo e appagante nella sua semplicità. Mentre gli stick gestiscono nella maniera più tradizionale il movimento e la visuale, i tasti sul pad permettono di compiere le azioni più comunemente utilizzate nel combattimento, come il colpo di spada, il salto e i due principali poteri di forza: il fulmine, che stordisce brevemente l'avversario togliendogli progressivamente l'energia vitale, e la repulsione che allontana i nemici con un rapido movimento di mano. I tasti dorsali vanno invece a coinvolgere quelle mosse, anch'esse importanti, che però trovano minor spazio nell'azione.
Le combo che il personaggio può compiere con l'ausilio della spada laser e delle temibili tecniche sith, sono davvero numerose; così tante che generalmente ci limiteremo ad usare quelle più forti o semplicemente quelle che prediligiamo, sia per un fattore scenico che per comodità d'utilizzo.
La giocabilità assume una forma decisamente più complessa e articolata appena il giocatore acquista nuove mosse e colpi più forti nella tecnica con la spada laser. Forse questo training un po' automatizzato e rigido va a penalizzare la componente RPG del gioco, ma il tutto senza togliere niente al godimento e alla scorrevolezza dello stesso. Utilizzando poteri e mosse sempre diverse, il nostro personaggio acquisirà punti da spendere in discipline e abilità differenti, potremo così potenziarlo ulteriormente per prepararlo allo scontro finale. Come già dicemmo parlando di Too Human, è sempre più comune vedere normali action game prendere in prestito comode componenti da altri generi, come in questo caso quelle dei role-playing games.
Le discipline nelle quali potremo spendere punti sono: talenti della forza, poteri della forza e combo della forza. I poteri della forza li conosciamo bene tutti, e sono spinta, fulmine, presa, repulsione, scudo e lancio della spada. Le combo della forza sono letteralmente delle mosse che il nostro personaggio avrà a disposizione una volta acquistate tramite spesa dei punti; si attivano con la pressione in sequenza di alcuni tasti del joypad. Altri elementi della forza sono invece passivi, quindi perennemente attivati e in piena funzione dal momento in cui vengono distribuiti i punti nelle relative skills, come i talenti quali meditazione, vitalità, tempra e altri legati alle abilità psicofisiche del protagonista.

L'intelligenza artificiale non è particolarmente complessa: la difficoltà degli scontri è legata più alla quantità che alla qualità. Entrando in un hangar, per esempio, ci possiamo trovare di fronte ad un incredibile numero di guardie imperiali che nella loro inefficienza sono però una temibile minaccia. Fino a quando terremo premuto il tasto parata, i normali colpi di laser potranno essere facilmente deviati dalla nostra lightsaber, ma occorrerà un buono studio del campo di battaglia per poter sgominare in maniera efficiente i nemici della ribellione.
I combattimenti avrebbero avuto una dose maggiore di realismo se solo la spada laser fosse riuscita a troncare gli arti o i pezzi dei nemici, ma LucasArts ha preferito non aggiungere ulteriore violenza al gioco, probabilmente per riuscire a mantenere il gioco sotto l'etichetta PEGI 12+: gli unici nemici che possono essere mutilati sono droidi e robot.

I nemici più grandi o i boss di fine livello vengono sconfitti attraverso la pressione di tasti che compaiono in veloci sequenze sullo schermo, ovviamente solo per concludere quello che altrimenti sarebbe un normale combattimento; per chi non avesse capito direi che si può considerare come una sorta di fatality o di mossa conclusiva, giusto per citare Mortal Kombat. Mano a mano che procediamo nel gioco le sequenze diventeranno sempre più lunghe e complesse, esigendo una certa celerità e precisione da parte del giocatore nella corretta pressione dei pulsanti. Ovviamente queste azioni vengono accompagnate da scene e animazioni d'effetto, che contribuiscono a rendere il combattimento il più possibile cinematografico e d'impatto.
I livelli di difficoltà, tre base più uno sbloccabile portando a termine il gioco, non sono sempre calibrati a dovere, fattore che più d'ogni altro finisce con il penalizzare l'intera giocabilità del titolo, seppur limitatamente e in aree o momenti circoscritti.
In generale dall'inizio alla fine del gioco, anche in situazioni di stress-play, non sono stati verificati bug, imperfezioni o grosse pecche relative al gameplay e alla struttura di gioco.
Per le versioni next-gen del gioco non sono state previste modalità multigiocatore.


La forza è potente in lui...

Sin dai primi secondi di gioco, SW:TFU si proclama come uno dei migliori action in terza persona mai visti su next-gen, graficamente e tecnicamente parlando. E' inoltre doveroso precisare che le due versioni PS3 e 360, entrambe prese in analisi per questa recensione, sono pressoché identiche in ogni punto.
La fisica havock è tra le più complesse e complete viste fino ad ora, sia per quanto concerne l'interazione con l'ambiente circostante, sia per le azioni dei mob. Nei corridoi di una nave o di una stazione spaziale, le pareti sono quasi tutte distruttibili e i frammenti derivanti utilizzabili come oggetti da lanciare con propulsione della forza. Gran parte degli enigmi del gioco vanno risolti proprio tenendo presente l'interazione che il personaggio può avere con l'ambiente circostante.
I problemi di compenetrazione sono molto rari, anche nelle casistiche più complesse quindi in presenza di drappi, abiti o mantelli. Screen tearing e aliasing sono praticamente inesistente e ben gestito dai chip grafici delle relative console.

Il design di ambienti, luoghi, personaggi e i relativi costumi, sono magistrali, come da prassi starwarsiana. Il gioco ci permette di esplorare nel dettaglio ambienti che fino ad ora potevamo soltanto immaginare nella nostra fervida e fanatica mente, come la morte nera ancora in costruzione, il pianeta Kashyyyk patria dei possenti Wookie e tante altre location già viste sia nella vecchia che nella nuova trilogia. I mostri e i nemici sono disegnati alla perfezione, specialmente quelli tanto ricordati ed entrati nell'immaginario collettivo, come il Rancor. Gli abiti del protagonista ricalcano gli abiti jedi cui già eravamo abituati, ma con un tocco di fantasia in più, che ci regala la possibilità di selezionare il costume preferito o quello più accativante prima di cimentarci nei vari livelli di gioco.

La Industrial Lights & Magic, la più grande compagnia al mondo di effetti speciali visivi per il cinema, fondata da George Lucas e parte della Lucasfilm limited, ha dato un contributo diretto e non indifferente alla creazione di SW:TFU. Abbiamo avuto piacere di vedere che gli attori originali, in questo caso i doppiatori, abbiano donato qualcosa di più della sola voce e delle singole battute, dato che sono stati presi in prestito anche nelle loro fattezze e nella loro fisionomia, grazie alla ricostruzione 3D del volto della CloneCam, brevettata da ILM e utilizzata per la prima volta ne I Pirati dei Caraibi. Le animazioni, tutte studiate e riprese con la tecnica del motion capture, appaiono realistiche e soprattutto sempre fluide grazie alla solida costruzione dell'impianto grafico.


Un tormentone musicale in un sonoro da oscar

Parlare positivamente del sonoro di un gioco LucasArts è sempre stato ovvio. Stiamo parlando di una casa di produzione videoludica che può vantare il supporto di uno dei più grandi studi di registrazione e doppiaggio di tutta Hollywood, ovvero lo Skywalker Sound vicino Nicasio, in California.
I rumori dell'ambiente e i suoni, sono sapientemente dosati per creare la giusta atmosfera, il più simile possibile a quella avvertibile durante la visione dei film. Il rumore della spada laser, elemento fondamentale nel comparto sonoro dei giochi SW, è il migliore mai udito fino al momento presente.
L'audio 3D svolge sapientemente il proprio dovere e aiuta più che mai il giocatore nei livelli di difficoltà elevati, quando i nemici arrivano da ogni direzione e dove è richiesta un'attenzione superiore alla norma.
La colonna sonora di 90 minuti è stata sapientemente mixata da Jesse Harlin, supervisore alla musica di LucasArt, a capo della Skywalker Simphony Orchestra, in due mesi di lavoro negli studi di Lucas Valley. Le tracce audio riprendono da quelle già udite in Episodio III e in Episodio IV, con i riconoscibilissimi temi di John Williams, più qualche pezzo studiato e creato appositamente per Force Unleashed. Il motore che muove il nuovo titolo LucasArt, ha la capacità di selezionare la giusta traccia musicale a seconda del momento, del tipo d'azione e quindi dell'ambiente circostante, ricreando una esperienza sensoriale a tutto tondo.


Titoli di Coda

Il timore più grande di questo piccolo gioiellino virtuale è quello che il gioco possa soddisfare pienamente solo una limitata cerchia di persone, ovvero quelle che godono di una determinata conoscenza dell'esalogia cinematografica, e forse in particolare della vecchia, classica e intramontabile trilogia originale. Nonostante l'accuratezza narrativa e la scrupolosa ricostruzione delle atmosfere e dei contesti cinematografici, la partecipazione ufficiale di Lucas o di alcuni gruppi fondamentali della Lucasfilm ltd., non hanno poi regalato un'esperienza differente rispetto a quella di un tradizionale e attuale videogame, aspettativa creatasi probabilmente a causa del notevole hype che si istituì nei mesi scorsi intorno al titolo in questione.
A livello tecnico il gioco non solo soddisfa pienamente i requisiti, ma supera anche il livello qualitativo di gran parte degli action game in terza persona attualmente presenti sugli scaffali, anche se potrebbe risultare leggermente ripetitivo nella sua giocabilità. Un po' scarsa la longevità con discrete possibilità di replay.
Un grande peccato l'assenza della modalità multiplayer, che avrebbe potuto elevare la qualità finale del prodotto.

PRO
  • Audio e video al vertice della scala;
  • ottima giocabilità;
  • la narrazione è incalzante e di grande effetto...
CONTRO
  • ... anche se un po' prevedibile e non proprio originale;
  • pecca la longevità;
  • si avverte la mancanza del multiplayer.


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