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Recensioni Xbox360


Pro Evolution Soccer 2009

Grafica: 7.5
Sonoro: 6.5
Innovazione: 7
Longevità: 8
Giocabilità: 8
Modalità Online: 6.5
7.3/10
Buono

A cura di Giovanni "hartman1975" Manca

Un rivolo di sudore solca la mia fronte increspata da una tensione crescente. Con lo sguardo cerco sostegno negli occhi dei compagni del lungo viaggio che mi ha portato ad un passo dal sogno. Oggi è il giorno dei giorni, oggi è il giorno descritto nel diario segreto di un bambino in una notte triste di maggio, quando i campioni amati non furono più tali. Una breve riga su un foglio giallo, un giuramento solenne di rivalsa. Non manca molto, solo due ore, forse mezz'ora in più. Dallo spogliatoio sentiamo i cori dei tifosi festanti e mi viene in mente l’atmosfera di un antico anfiteatro romano visto in un film. Saliamo pochi scalini e catturati dalla maestosa scenografia non ci accorgiamo che i nostri tacchetti calpestano già i primi ciuffi d’erba e che un argenteo trofeo dalle lunghe orecchie luccica nella notte. Chiudo gli occhi per godermi le note di un inconfondibile inno.
Quando nel silenzio irreale l’arbitro fischia, mi siedo in panchina pronto a gridare “forza ragazzi”: questo è PES 2009.


Primo minuto

Era ancora l’epoca dei gloriosi 16 bit quando nel 1994 esordirono due titoli destinati a diventare leggenda: Fifa Soccer e Winnig Eleven. Il titolo più divertente ed immediato rimaneva ancora l’inossidabile Sensible Soccer ma si capiva che ben presto il vecchio re avrebbe abdicato a favore di uno dei due contendenti. Chi preferì un’impostazione tipicamente arcade scelse il titolo EA ma chi volle il Calcio, con la "c" maiuscola, si fece incantare dall’eccezionale gameplay del tiolo Konami e non tornò più indietro, fino all’avvento dell'attuale generazione di console. Negli ultimi due anni sembra che un inesorabile processo di metempsicosi abbia invertito l’anima dei due titoli calcistici ed oggi è d’obbligo scoprire se questa trasmigrazione sia irreversibile. Shingo “Seabass” Takatsuka ha mantenuto le promesse e ha riportato PES ai fasti di un tempo?
Sostanzialmente il sistema di controllo non ha subito particolari cambiamenti rispetto al collaudatissimo schema al quale siamo abituati da molti anni. Da rilevare l’evoluzione del controllo manuale dei calciatori che in questo caso è assoluto: il calciatore da noi controllato non sarà in automatico quello che riceve la palla ma saremo noi a doverlo selezionare con il pulsante preposto. Questa scelta consente un controllo più preciso dei movimenti in campo ma è indubbio che sconvolge, almeno inizialmente, la meccanica di gioco acquisita dagli "aficionados" in migliaia di partite.
La prima mossa degli sviluppatori verso un ritorno al realismo è stata quella di ridurre notevolmente la velocità di gioco rispetto al recente passato, in modo da consentire manovre più ragionate e permettere a chi è dotato di un tasso tecnico più elevato di farsi valere su chi invece è alle prime armi. I passaggi corti, i passaggi filtranti bassi o alti, gli “uno-due”, vanno eseguiti con più accuratezza: premere semplicemente il pulsante relativo alla giocata senza calibrarne forza e direzione questa volta significherà perdere automaticamente il possesso del pallone. I tiri in porta sono resi molto più realistici in quanto la posizione del corpo, il contatto fisico con i difensori avversari, l’inerzia della corsa, la capacità tecnica del calciatore incidono fortemente sulla loro efficacia. In questo contesto stride un po’ la facilità con cui è possibile realizzare incredibili colpi al volo all’interno dell’area di gioco, nonostante eventuali ferree marcature a uomo o posizione sbilanciata rispetto alla porta. Il realismo è inoltre compromesso dall’eccessiva forza delle stars: fermare Messi, C.Ronaldo, Ibrahimovic, Kakà e Ronaldinho è un’impresa davvero ardua. Nella fase difensiva l’IA dei giocatori controllati dalla CPU è sensibilmente migliorata, solitamente seguono con attenzione gli schemi e le tattiche selezionate, difficilmente lasciano spazi scoperti per inseguire insensatamente gli avversari e rispondono con prontezza quando chiamiamo il raddoppio di marcatura o il pressing. Non sono rari comunque gli episodi in cui i nostri compagni di squadra, anche in situazioni determinanti ed a livello di difficoltà elevato, intervengono con terribile ritardo o si estraniano completamente dal gioco. Purtroppo sono ancora molto frequenti le mega "fagiolate" all’interno dell’area di rigore in cui tutto è affidato alla casualità ed alla forsennata pressione di qualsiasi pulsante utile per spazzare, questo nonostante la fisica degli elementi dinamici sia stata migliorata rispetto alle nefaste due edizioni precedenti.
Joypad alla mano PES 2009 è in sostanza un ritorno al passato. Ma il problema è proprio di natura genetica: Konami nel corso degli anni si è limitata a migliorare un sistema di gioco che ormai mostra il peso degli anni. Dopo quasi tre lustri PES permette ancora ai calciatori di muoversi in sole otto direzioni e non sfrutta le enormi possibilità di movimento e le variabili offerte dai controlli analogici; oltretutto questa scelta impone una scarsissima fluidità nei cambi di direzione, in particolare se si pensa a quanto propone la concorrenza. Non c'è ombra di dubbio che il gameplay di PES 2009 soddisferà enormemente i fans della serie regalando le emozioni di un tempo grazie ad una giocabilità degna dello storico franchise. Chi invece si aspettava l’evoluzione definitiva, rimarrà deluso: nonostante i miglioramenti rispetto alla criticatissima edizione 2008, PES 2009 non riesce a sdoganarsi dall'etichetta arcade ormai acquisita ed affermarsi come simulazione calcistica.


Professione Mito

Pro Evolution Soccer 2009 propone oltre alle classiche modalità di gioco che in questi anni hanno contribuito al suo successo planetario, su tutte la Master League, due novità assolute. In verità una di queste ultime, Diventa un mito, è una novità solo per le console next generation dal momento che già nella versione PS2 del titolo Konami , aveva esordito una modalità analoga denominata “fantasista”. Un completo editor ci pone davanti ad un processo di personalizzazione di un calciatore diciassettenne: dopo aver scelto i tratti somatici, struttura fisica, stile di corsa, tecnica di calcio, ruolo preferito possiamo disputare il primo provino davanti agli osservatori di mercato. Le prime proposte contrattuali, seppur molto modeste dal punto di vista retributivo, sono il primo passo di una faticosa carriera da professionista il cui apice è diventare un mito della propria squadra di club e della nazionale. Mettersi in mostra durante gli allenamenti infrasettimanali servirà a convincere l’allenatore a convocarci per il successivo match ufficiale: da questo momento la crescita delle nostre abilità tecniche sarà direttamente proporzionata al nostro successo. In campo potremo controllare unicamente il nostro calciatore senza aver alcuna possibilità di “suggerire” passaggi, cross e tiri in porta ai propri compagni, gestiti completamente dalla IA della CPU, al contrario di quanto succede nella modalità di gioco analoga vista ad esempio in FIFA. La modalità Become a Legend porta con se anche una nuova prospettiva della telecamera, denominata “Giocatore”, che segue il protagonista in campo da dietro le spalle; è comunque possibile selezionare le classiche visuali di gioco e determinare se far mantenere al centro dello schermo il calciatore o il pallone.
Diventa un mito propone un approccio completamente diverso rispetto a tutte le altre modalità di gioco e la scelta di non poter assolutamente incidere sulle giocate dei propri compagni è coerente fino in fondo alla sua natura. Stimolante per chi voglia sperimentare qualcosa di diverso, potrebbe al contrario annoiare ben presto chi odia aspettare interi minuti prima di ricevere il pallone tra i piedi.


The Champions

Pro Evolution Soccer storicamente ha sempre fatto eccezione rispetto ai giochi sportivi di alto livello che hanno sempre proposto decine di licenze ufficiali. Negli ultimi anni Konami ha cercato di mettersi al passo e l’edizione 2009 finalmente avrebbe dovuto vantare licenze e roster dei giocatori all’altezza di quanto propone da anni la concorrenza. Il primo passo è stato quello di acquisire la licenza del torneo per club più importante del mondo, la “UEFA Champions League”. Le scene di intermezzo, i menu, le sovra impressioni su schermo, la scenografia degli stadi ricreano alla perfezione l’incredibile atmosfera che si vive in occasione delle partite del ricchissimo torneo europeo. Questo potrebbe far pensare che il publisher nipponico quest’anno abbia fatto le cose per bene acquistando tutte le licenze più importanti. Purtroppo siamo davanti all’ennesima aspettativa disattesa. Davanti alla magnificenza della Champions stona fortemente vedere ancora il Liverpool e il Manchester sfidare nel loro campionato North London (Arsenal), London FC (Chelsea) o Real Madrid e Barcellona contro Athletic Club, Gey Azul, Pamp Rojo ed altre quindici squadre sconosciute. Completamente assenti tutte le squadre del campionato tedesco. Da sottolineare inoltre che le rose non sono state aggiornate agli ultimi colpi di mercato: nel Genoa non c'è Milito, Robinho è al Real, Quaresma è ancora al Porto, Suazo all’Inter, Sheva al Chelsea. Grazie ad un ottimo editor ed a diverse ore di paziente impegno è possibile comunque editare tutti nomi e stemmi non allineati alla realtà. PES è anche questo.


Matrix Revolutions

Se siete abituati a titoli che offrono una pletora praticamente infinita di modalità online sappiate che PES 2009 non fa parte della categoria. Chi si aspettava almeno la possibilità di disputare la Champions si accorgerà che non solo non esiste quest'opzione ma che non è previsto alcun tipo di torneo: è possibile disputare unicamente dei match singoli che andranno a costruire la nostra classifica internazionale oppure importare i dati della modalità Diventa un mito ed utilizzare il proprio calciatore. Se in campo tutto filasse liscio forse si potrebbe chiudere un occhio di fronte alla scarsità di opzioni ma è proprio in questo frangente che PES 2009 mostra il peggio. A distanza di un anno ritroviamo i calciatori che riescono a teletrasportarsi in diverse zone del campo diviso a metà a causa di un fastidiosissimo tearing. La possibilità di selezionare server che garantiscano una bassa latenza consente al gioco perlomeno di conservare una discreta fluidità anche nelle partite multiplayer a 4 giocatori, numero massimo consentito.


Io Robot

Migliorare dal punto di vista tecnico il lavoro fatto lo scorso anno da Konami non era una cosa difficile. Il sensibile aumento dei poligoni e l’utilizzo di textures più curate ha migliorato discretamente la resa grafica dei calciatori, facilmente identificabili rispetto alle controparti reali. La sensazione che si prova però è ancora di essere davanti ad un vecchio motore grafico mascherato dalla potenza dell’alta definizione. Sudore della pelle, capelli ed indumenti in movimento, effetti particellari sul campo, dettagli che ormai vengono considerati standard nei videogiochi sportivi attuali, in PES 2009 sono un lontano miraggio. Il ridicolo stile di corsa è rimasto praticamente immutato: sembra che in campo ci siano venti robot dalla schiena sempre dritta e passo costante anziché atleti dalle caratteristiche stilistiche differenti. Quasi sempre di ottimo livello invece le animazioni delle tecniche di calcio e dei portieri. La realizzazione dei 19 stadi che fanno da scenario alle nostre gesta gode di pochi alti e molti bassi: apparentemente ben realizzati durante le scene di intermezzo, nelle fasi di gioco è evidente invece la pochezza dei dettagli. A bordo campo gli elementi sono scarsissimi e quelli presenti sono realizzati in modo pessimo; stesso discorso per il pubblico sugli spalti, animato da pochissimi frame sempre uguali. Fortunatamente la resa grafica complessiva risulta molto pulita, con pochissimi problemi di aliasing mentre l'azione di gioco non soffre quasi mai dei terribili rallentamenti che finora avevano caratterizzato i PES next generation.
La telecronaca è affidata alla coppia Sky Pierluigi Pardo e Josè Altafini. Gli interventi del primo sono quasi sempre puntuali e coerenti rispetto all’azione di gioco anche se a volte si registra qualche incongruenza. Il mitico Josè è invece imbarazzante, quasi quanto quello originale: mentre i suoi commenti tecnici sono sempre stati caratterizzati dalla impulsività e frettolosità, nel gioco è evidente l’imposizione al vecchio calciatore di tempi e dizione a lui sconosciuti che lo snaturano completamente. Come se non bastasse i suoi commenti tardivi sono spesso in contrasto con quanto affermato dal buon Pardo, ma questo potrebbe essere giustificato pensando a quanto succede nella realtà delle telecronache "altafiniane". Purtroppo non mancano le continue citazioni al fantomatico manuale del calcio che nessuno fortunatamente hai mai visto.
Gli effetti ambientali ed in particolare i cori del pubblico sono spesso scandalosamente ripetitivi, alla stregua di una traccia audio bloccata e pochissimi ricreano la magica atmosfera che si vive in uno stadio. Buoni invece gli effetti sonori dell’azione di gioco e le musiche che ci accompagnano nei menu.


Traversa

Shingo “Seabass” Takatsuka ha mantenuto la promessa di portare PES 2009 alle origini e probabilmente è stato questo il motivo che tiene lontano il titolo dalla perfezione. Il ritorno alla giocabilità dei tempi migliori senza dubbio accontenterà i fan amareggiati negli ultimi due anni ma deluderà enormemente chi si attendeva l’evoluzione della specie. L’acquisizione quadriennale della licenza della UEFA Champions League non basta a nascondere una realizzazione tecnica non all’altezza delle recenti produzione sportive, una modalità online agghiacciante ed un gamaplay ormai anacronistico. Assolutamente consigliato a chi cerca un titolo calcistico arcade immediato e divertente mentre coloro che cercano una simulazione guardino altrove.

PRO
  • Licenza della Champions League;
  • ritorno al Gameplay dei vecchi PES;
  • ottima giocabilità arcade.
CONTRO
  • Ritorno al Gameplay dei vecchi PES;
  • modalità online;
  • assenza di molte licenze importanti;
  • realizzazione Tecnica;
  • Altafini.



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