Fortunatamente il gesto estremo pianificato dal ragazzino è stato sventato proprio quando quest'ultimo stava recandosi dalla professoressa.
Secondo le prime testimonianze, la violenza e l'instabilità psicologica del giovane adolescente sarebbero state causate dalla forte passione per i videogiochi, che inevitabilmente finiscono ancora una volta nel mirino, diventandone ingiustamente l'unico capro espiatorio dell'episodio.
Insomma, ci troviamo di fronte all'ennesimo caso in cui i videogiochi subiscono il consueto martirio da parte dei numerosi detrattori, che più volte hanno etichettato i videogiochi come uno "strumento di disturbo" per la crescita intellettuale di una persona.
Quando avrà fine questa "facile" colpevolizzazione?


